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Il museo di Londra vuole uno dei Bronzi di Riace, due costano troppo

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Il museo di Reggio non aprirà per l’estate e i Bronzi di Riace fanno sempre più gola. A tentare la “carta”, con una lettera ufficiale alla soprintendenza archeologica calabrese, è la Royal Academy of Arts di Londra. Ma in tempi di crisi, si sa, si tenta di stringere la cinghia. E così la Royal Academy ne sceglie, con tattica di “renziana” memoria, solo uno: ovviamente il Giovane. Perché uno? «Perché due “costano” troppo». La singolare, è il caso di dirlo, richiesta è stata recapitata qualche giorno fa sulla scrivania della soprintendente Simonetta Bonomi. Chissà, si saranno detti, visto che i “poverini” sono destinati a un’estate fuori casa, magari stavolta la spuntiamo. Ma già ieri l’ufficio era intento a stilare e protocollare la risposta: «I Bronzi, fosse anche uno solo, non si muovono. Si va verso la riapertura del Museo e devono rimanere qui». Già il ministro Urbani aveva provato nel 2001 a “scoppiare” i Guerrieri, prelevandone uno solo con destinazione Grecia. Senza riuscirci. Che gli occhi del mondo restino puntati sugli eroi nella speranza che qualcuno riesca ad accaparrarseli, e con loro il primato di essere riusciti nell’impresa, è cosa nota. Lo dimostra la ciclicità, ricorrente, con cui l’argomento tournée ritorna in auge per i Guerrieri. Tema che appassiona, questo, e che in questa fase pare stia ritornando in auge, anche in virtù del “forzato” riposo dei due eroi. La storia dei Bronzi viaggiatori si arricchisce di un dettaglio: negli ultimi due anni, infatti, oltre alla richiesta recentissima della Royal Academy londinese, a muoversi con carta, penna e protocollo sono stati solo i moscoviti. «L’unica richiesta ufficiale– ci dice la Bonomi – oltre a quella di Londra, è arrivata dal Museo Puskin di Mosca, ovviamente declinata». Alla Royal Academy, che vuole il Bronzo A, l’aitante giovanotto doveva far bella mostra di sé in una mostra sulla bronzistica antica che vedrà esposti pezzi vari, e non solo archeologici, nel suggestivo palazzo di Burlington House a Piccadilly. La soprintendente Bonomi è stata chiara sin dal primo momento su eventuali spostamenti dei Bronzi: «Non se ne parla - ha detto – il museo riaprirà entro l’anno e bisogna preparare il rientro delle statue. Ma, se anche si ponesse in futuro il problema, le mie condizioni sarebbero così proibitive che stento a credere che chiunque si imbarcherebbe in questa avventura». Niet, dunque, a qualunque partenza. Ma a questo punto chiediamo alla soprintendente cosa preveda il “protocollo” per eventuali vacanze fuori porta dei Guerrieri: «L’autorizzazione viene data dal ministero e da nessun altro – taglia corto – nelle sue varie articolazioni». Per capire: la soprintendente ha la prima parola, poi si esprime il comitato di settore e infine la direzione generale per le antichità decide». Se solo Mosca e Londra hanno avuto “l’ardire” (non conosceranno bene le vicende locali) di scrivere e chiedere ufficialmente i preziosi Guerrieri, la storia, anche recente, ci consegna invece una sfilza di richieste decisamente meno formali e che dalle stanze della soprintendenza non sono proprio passate. Risale all’anno scorso la volontà di avere le statue per lanciare l’Expo 2015 meneghina. Non ne fece un mistero, all’epoca, l’allora assessore Massimiliano Finazzer Fleury, titolare della Cultura a palazzo Marino. E il suo collega regionale Buscemi andò oltre, rivelando che ne aveva già parlato con il governatore Scopelliti, lavorando a questo “ius primae noctis”. La cosa si chiuse come una semplice chiacchierata informale, anche se Scopelliti ci rivelò nell’occasione che la contropartita per il prestito dei Bronzi, richiesti da più parti, era qualcosa di grosso: «Assegni milionari – spiegava – e, fermo restando che saranno i reggini ad avere l’ultima parola, la responsabilità di dire no dovremo dividercela equamente». Da Milano si dicevano comunque speranzosi: «Attendiamo la fine del restauro», avevano detto. La Royal Academy si è mossa tempestivamente, proprio sperando in questa “pausa” forzata. Ma la missiva con il «No, grazie» è già partita. Intanto i riflettori nazionali sembrano essersi riaccesi sui Guerrieri, con particolare intensità nelle ultime settimane. Oggi alle 9,35 se ne occuperà la trasmissione “Uno Mattina” su Rai 1. 

 

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