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I vescovi ai giovani: «C'è bisogno del vostro ardire»
E avvertono: il «denaro facile» non è una soluzione

Calabria

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LA CHIESA calabrese ha bisogno dell'«ardire» dei giovani. I vescovi calabresi lo hanno scritto in una lettera elaborata sulla base delle conclusioni del convegno regionale dell'autunno scorso. Nel testo c'è un invito a «osare» sulle nuove strade dell'evangelizzazione, per «irradiare speranza» nei loro coetanei.

Da parte dei vescovi, c'è la consapevolezza dei «terribili mali della recessione economica» e della «mancanza di lavoro che spinge all'emigrazione». L'invito, però, è quello di dare una «risposta cristiana» alle difficoltà e a quella che, con un'espressione inedita nei loro messaggi, definiscono il «male dei mali della Calabria», la 'ndrangheta. E la risposta auspicata dai presuli si trova - spiegano - rilanciando «i grandi valori cristiani»,scansando il «fatalismo senza senso» e la «contestazione globale», ma soprattutto evitando di lasciarsi «corrompere dal denaro facile». 

Ma da parte della Conferenza episcopale calabra arriva anche un appello perché i giovani si rendano più presenti nella vita ecclesiale: «Partecipate ai Consigli pastorali diocesani e parrocchiali, non isolatevi nella vita dei vostri rispettivi gruppi, ma allargate l’orizzonte della vostra presenza nella Chiesa Diocesana partecipando attivamente alla vita della Consulta Diocesana e Regionale». I vescovi affermano di essere rimasti «colpiti» da alcune forme di evangelizzazione proposte durante il convegno regionale: «Sono belle, ardite, di frontiera. Ci riferiamo soprattutto a quelle riguardanti il mondo telematico e la strada, dove tanta gioventù vive lontana dalle parrocchie e dai nostri centri giovanili. Osate in tal senso, cari giovani, e noi benediciamo il vostro ardire». Con una raccomandazione: quella di procedere «misurando le vostre forze affinchè possiate essere costanti e perseveranti, soprattutto quando le difficoltà potrebbero minare il vostro entusiasmo». «Il bene - ricordano i vescovi - si paga di persona». E aggiungono: «Non vi manchi la preghiera quotidiana, la frequenza ai sacramenti, la lectio divina, la direzione spirituale, l'obbedienza al magistero della Chiesa. È il modo come risponderete con prontezza a chi chiede ragione della vostra speranza. Sappiamo come sulla speranza si giochi molto della nostra vita oggi, in questa morsa terribile di crisi economica, per noi calabresi ancora più drammatica perchè già in crisi quando altri stavano meglio».

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