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A Paola un "assessore alla pace"
nel nome di san Francesco

Calabria

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LA GIUNTA che amministrerà Paola non è ancora del tutto definita, dopo le elezioni che a maggio hanno consegnato la fascia tricolore a Basilio Ferrari. Ma una cosa è sicura: nella cittadina tirrenica ci sarà un "assessore alla pace". L'idea è venuta al primo cittadino dopo un colloquio con il rettore del santuario di san Francesco, padre Rocco Benvenuto. E domenica Ferrari ne ha dato l'annuncio proprio durante le celebrazioni solenni per i 50 anni dalla proclamazione del taumaturgo paolano come patrono della Calabria: «Quale sindaco della Città di San Francesco - ha detto nel corso del suo intervento - e da uomo di fede rivolgo al Signore l’invocazione regalataci da sant'Agostino, a mio avviso la più suggestiva ed utile a tracciare il percorso di chiunque, come me, sia chiamato a compiere scelte anche difficili, chiedendo a Dio di darmi la forza per cambiare le cose che possono essere cambiate, il coraggio per accettare le cose che non posso cambiare, l’intelligenza ed il discernimento per distinguere le une dalle altre».

L'iniziativa non è del tutto innovativa: degli assessorati alla pace si trovano tracce ad esempio nella storia delle giunte comunali di Rimini e Faenza e in quelle regionali di Friuli Venezia Giulia e Toscana. 
Ferrari ha scelto di rilanciare la cosa perché, ha detto, la società deve «vivere unita, soprattutto in momenti di crisi come quelli che attualmente attraversano il nostro pianeta». E in particolare, ha auspicato, «le istituzioni, unite, puntino alla pace sociale». A cominciare, evidentemente, dalla sua giunta, nella quale ci sarà quindi una personalità - ancora non individuata - che si occuperà proprio della pace. 
Con quale programma? Ancora non è stato spiegato. Ferrari si è limitato a citare ancora sant'Agostino («bisogna guardarsi dalla disperazione senza scampo e dalla speranza senza fondamento») e ha aggiunto che «per costruire sulla speranza dobbiamo ripartire dai giovani: la loro volontà del fare, del partecipare, del sognare, rappresenta un punto di partenza indispensabile, fondamentale appunto, per avere speranza».

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