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Una calabrese finalista al premio letterario Rai

Calabria

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Gigliotti punta alla “Giara” Il vincitore assoluto, proclamato il 24 luglio, pubblicherà con Eri L’autrice vibonese è finalista per la Calabria al premio letterario Rai di ISABELLA MARCHIOLO 

IN Emilia esiste un santuario dove vanno a morire taumaturgiche formiche alate, i cui resti vengono poi raccolti e custoditi dai pellegrini che lì giungono in cerca di una grazia. Per licenza letteraria un luogo simile si materializza anche nella provincia vibonese per il romanzo “Nemmeno le formiche” di Carla Gigliotti, che da ieri è la finalista calabrese del premio letterario Rai “La Giara”. Erano in tre selezionati in Calabria (oltre a Gigliotti il reggino Domenico Colella e la lametina Maria Giovanna Saladino) ma adesso solo l’autrice di Vibo potrà puntare alla finale del prossimo 24 luglio ad Agrigento, dove, nella Valle dei Templi, si svolgerà la serata conclusiva del premio e da lì, tra ventuno aspiranti scrittori (uno per ogni regione italiana e quasi equamente divisi tra 10 donne e 11 uomini) usciranno i tre finalisti assoluti e poi il vincitore, che pubblicherà il suo romanzo con Eri. 

Carla Gigliotti, laureata in psicologia che non ha lasciato la Calabria (e lavoratrice «precaria» in corsi e progetti vari, aggiunge lei) si gode con la canonica dose di emozione l’aspettativa della serata ad Agrigento, che sarà trasmessa su Raidue, ricalcando il canovaccio del premio Strega. Già autrice del romanzo storico-antropologico “I seni di Sant’Agata”, edito da Calabria Letteraria e ambientato nel ‘900, stavolta la scrittrice racconta una storia contemporanea ma dipanata lungo un periodo che va dall’epoca fascista ai giorni nostri. Siamo ancora a Vibo, è questo il comune denominatore dei due libri, ma nel primo era protagonista una donna, che anticipando il movimento di emancipazione si ribellava all’obbligo di sposarsi - lei, la figlia maggiore - per permettere agli altri fratelli e sorelle più giovani di farsi ugualmente una famiglia senza trasgredire all’usanza rispettosa delle gerarchie d’età. In “Nemmeno le formiche” (il titolo, spiega l’autrice, «l’ho “rubato” alla storia vera del santuario emiliano delle formiche, spostandolo in Calabria... un ricordo che è tornato a galla da un articolo che avevo letto su una vecchia edizione del Resto del Carlino molti anni fa!») invece, si racconta la vita di un uomo. Di lui il lettore seguirà le vicende dall’infanzia fino alla vecchiaia. Evento centrale resterà un’amicizia interrotta dal passare degli anni ma mai dimenticata. Gli effetti del tempo nella storia sembra affiorare già dall’incipit del romanzo: “Il succedersi dei giorni e delle stagioni è un evento regolato da moti e rotazioni, tuttavia il tempo che trascorre sugli orologi e sulle meridiane ha una connotazione umana e proprio per tale motivo non è esente da errore. Accade così che un anno non si concluda al trecentosessantacinquesimo giorno, ma duri qualcosa in più, per l'esattezza 365,2225”. Brano letto in anteprima virtuale sul sito del premio. Intanto possiamo dire che ci sembra bello. E poi: romanzo di formazione o saga calabrese? Storia introspettiva o che punta sulla suspence sui destini dei personaggi? 

Conoscendo sommariamente la trama e avendo l’incipit possiamo anche porcele, simili domande. Sembra l’avanguardia della narrativa italiana, la possibilità di discutere e persino soppesare stile e gradimento istintivo di libri che, come oggetti “libri”, ancora non ci sono. Ultimamente, tra premi e corsi di scrittura che tutti tendono alla pubblicazione accade spesso, e la tendenza può dividere due fazioni tra chi gradisce l’interattività lettore-scrittore (quasi sempre via internet) e chi invece difende la tradizionale trafila “libro pubblicato-comprato-letto a casa e su carta” senza anteprime di sorta. A Carla Gigliotti naturalmente auguriamo di vedere presto il suo romanzo racchiuso nel solido volume di un libro per la sigla editoriale della Rai. Anche gli altri due semifinalisti calabresi che si sono fermati prima pare però che abbiano già registrato l’interesse della Fondazione Carical, che ha fatto capire di voler pubblicare i loro testi, insieme ad altri lavori esclusi dalla prima selezione e ritenuti validi come potenzialità narrativa. Ma gli editori calabresi, da parte loro, potrebbero farsi avanti e valutare se davvero ci sono esordienti di belle speranze nell’ombra... Oggi, com’è giusto che sia, è il giorno di Carla Gigliotti, ma non mancheremo di parlare anche del resto. 

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