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La Calabria in jazz
raccontata da Chick Corea

Calabria

Tempo di lettura: 
3 minuti 15 secondi

IN SCALETTA non solo jazz, ma escursioni nel repertorio classico  e una sorpresa dedicata alla Calabria.Lui è Armando  Anthony Corea, per tutti “Chick”. Nato a Chelsea classe 1941, il pianista italo-americano ha attraversato con successo diverse decadi nel firmamento internazionale del jazz. L'altro, Stefano Bollani  è milanese ma toscano d'adozione. Da un bel po' l'eclettico toscanaccio del piano jazz fa incetta del favore di pubblico e critica. Entrambi con il jazz nel dna e il coraggio di  esplorare sonorità e territori senza rinunciare alla gioia di suonare. Insieme li vedremo aprire, con un concerto che si annuncia già un evento, la dodicesima edizione di “Armonie d'Arte”  il 7 luglio al parco archeologico Scolacium a Roccelletta di Borgia. 

Un'esclusiva per il Sud e una data quella di “Armonie d'Arte” che segue quella del battesimo del longevo e blasonato “Umbria jazz” che li vedrà protagonisti. 

Quando manca poco meno di un mese al concerto, Chick Corea commenta il suo arrivo in Calabria. 

Che rapporto ha con la musica?

«Amo fare musica e mi diverto a viaggiare per il mondo a fare amicizia incontrando persone ovunque».

Come definirebbe il jazz?

«E' un genere di musica di sperimentazione e improvvisazione ma può anche essere altre cose. E' una forma di espressione molto libera».

Si racconta delle sue origini catanzaresi, è felice di venire in Calabria?

«Si. Ho visitato la Calabria una volta con i miei genitori, mia moglie e mio figlio nel 1981. In quell'occasione abbiamo cercato i componenti della nostra famiglia, Corea. Catanzaro è la patria del padre di mio padre. I miei genitori, Armando e Anna sono entrambi nati dopo che i miei nonni sono andati andanti in America a Boston nel 1905».

Qual è il sogno nel cassetto di Chick Corea?

 «Sogno un mondo di pace dove le persone perbene possano crescere, prosperare e avere una vita serena. Un mondo senza la follia della guerra».

Che rapporto ha con Stefano Bollani con cui in più occasioni, ormai,  si diletta a dividere il palcoscenico ?

«E' un amico e un partner musicale. Quando siamo insieme ci divertiamo molto».

Lei ha spesso esplorato  diversi territori musicali, cosa ci dice di Mozart e della musica classica?

«Mozart è una fonte d'ispirazione.  La sua creatività, che è fonte di piacere per me e per gli altri, mi fa stare bene. Da Mozart e dalla musica classica in generale ho imparato un sacco di cose».

Cosa le piace dell'Italia?

«La gioia di vivere degli  italiani e la pasta, ma in piccole quantità».

In attesa del suo arrivo in Calabria,  torniamo  al live allo Scolacium. 

Di certo il concerto  apre al meglio la nuova edizione di “Armonie d'Arte”, festival che ha la consueta direzione artistica di Chiara Giordano, ed ha già ricevuto richieste da tutta la regione e non solo.

«Un' apertura travolgente - commentano dal festival -   nomi ormai entrati stabilmente nell'olimpo del jazz di tutti i tempi. Un sodalizio recente, e per    la prima volta in Calabria. Sin dall'inizio per i due musicisti è stato chiaro come questo sodalizio potesse avere un grande potenziale. Bollani dichiara di ascoltare Corea sin da quando aveva undici anni, prendendo spunto "dal suo stile, dal suo fraseggio e dal suo incredibile ritmo" e dice di essere molto onorato di suonare in simil compagnia. Da parte sua, Corea dice di seguire Bollani già da qualche anno e recentemente nelle note di copertina alla riedizione di “Solo Piano Improvisations/Children's Songs” (ECM 2140-42) cita Stefano come un pianista che letteralmente lo ispira» .

Come dire una coppia d'eccellenza che s'intende alla perfezione. 

 

 

 

 

 

 

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