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Graphic novel per raccontare
la storia di Lollò Cartisano

Calabria

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ROMA – Appuntamento nella capitale martedì sera per la presentazione del libro “Lollò Cartisano - L’ultima foto alla ‘ndrangheta”. L’opera, pubblicata da Round Robin, fa parte della collana Libeccio, dedicata a “storie di uomini che mai avrebbero voluto essere degli eroi” e nata con il supporto dell’associazione DaSud per trattare i temi della legalità e dell’impegno contro le mafie ricorrendo a un linguaggio immediato e trasversale: quello del fumetto. 

L’argomento è delicato, basato sulla storia del fotografo di Bovalino sequestrato dalla ‘ndrangheta nel 1993 e mai più tornato a casa, ed è raccontato dall’arte di Luca Scornaienchi, autore insieme a Monica Catalano. Proprio il disegnatore ha ripercorso i momenti in cui accettò la proposta del collettivo antimafie DaSud onlus, pur non sapendo nulla del tragico evento e trascorrendo molto tempo a studiare a fondo la storia e riuscire a raccontarla. All’incontro era presente anche Deborah, figlia del fotografo, che quando può partecipa alle presentazioni del libro e a iniziative antimafia. Lo scopo è facile da capire solo ascoltando le parole di chi assiste ai suoi racconti e proviene da luoghi dove la malavita è un fenomeno che pare lontano, quando commossi alla fine degli eventi le si avvicinano e le dicono quanto le sue parole emozionate siano importanti per capire. 

Davvero toccanti poi alcuni passi del libro, ben interpretati da Emilia Brandi, come la lettera di un’amica della famiglia Cartisano che ha ripercorso gli stati d’animo di quel nucleo familiare, la loro ferma intenzione di battersi, l’arrivo della lettera anonima, dopo 10 anni, che “certificava” la morte e il suo luogo di sepoltura. Peccato solo aver visto, dei tanti bovalinesi presenti a Roma, solo una sparuta presenza. Una verità processuale ha condannato 6 persone con pene fino a 30 anni di galera e una data, il 22 luglio, giorno del sequestro nel 1993, ne mantiene il ricordo con un marcia ai piedi di uno dei luoghi simbolo dell’Aspromonte tanto amato da Lollò, Pietracappa, suo luogo di sepoltura e memoria.

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