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«La verità mi ha reso libero»
Nella vita privata di Valerio Pino

Calabria

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COSENZA - Da ballerino a personaggio nel giro di pochi tweet. Valerio Pino, cosentino, apprezzatissimo professionista della trasmissione “Amici”, è diventato anche un personaggio chiacchieratissimo dopo le sue frequenti incursioni su internet in cui si parla della sua omosessualità. Dapprima le rivelazioni choc sui “dietro le quinte” con gli allievi di Maria De Filippi, poi i presunti flirt con personaggi del calibro di Ricky Martin, poi tutta una serie di foto in atteggiamenti sexy o in total nude look. Lavora tra l’Italia, la Spagna e gli Stati Uniti dove proprio oggi parteciperà, come modello, alla Settimana della moda di New York. Ma il filo diretto con la Calabria e con Cosenza, in particolare, dove vive la sua famiglia resta sempre attaccato tanto che da qualche mese ha accettato la direzione artistica di una scuola di ballo.

Come mai hai deciso di accettare la direzione artistica della Cosenza Dance Center e quanto effettivamente sarai presente nella scuola a livello di didattica e non solo di immagine?

«Io non immagino di appartenere a nessuna altra città se non a Cosenza, anche se non ti so spiegare il perché, però tipo un veneto oppure un milanese proprio non mi ci sarei mai visto. Detto questo sarò presente fisicamente nella scuola quando il lavoro all’estero me lo permetterà. Però sai in questa era così tecnologica la presenza fisica non è essenziale, abbiamo pensato di fare delle connessioni internet durante le lezioni e trovo che sia una cosa fantastica. Ho deciso di dare vita a questo progetto, che ho sempre rimandato perché non volevo aprire una scuola di danza solo perché ero in tv ed ero il ballerino piu famoso del momento. Avevo due scelte: o aprirla molto tempo fa approfittando della fama per guadagnare solo soldi, oppure aspettare, crescere, avere piu esperienza essere maturo (sia io che mia nipote Vanessa Alfano che è l’insegnante delle discipline moderno-jazz ed  hip hop della scuola) e quindi offrire realmente un insegnamento di un certo livello».

Che impegni artistici hai in questo momento?

«Dopo 6 anni di grandi successi in Spagna, adesso vivo in America tra Miami e New York dove oltre ad avere un contratto con una compagnia di danza contemporanea lavoro anche come modello e attore, sui miei profili facebook potete curiosare sulle foto e i video delle sfilate»

Un ballerino si forma da bambino, e quindi è difficile che a quell'età possa studiare fuori sede. Pensi che a in Calabria ci siano scuole adeguate per una preparazione ottimale?

«Ricordo che in passato, quando ero bambino, ho avuto la fortuna di studiare con ottimi insegnanti: erano gli anni d’oro e la migliore scuola in assoluto era la scuola d’arte e spettacolo di Fabio Gallo. Studiai 3 anni in quella scuola poi mi trasferii a Roma all’Accademia nazionale di danza. Oggi il livello a Cosenza è molto basso, sono cambiate molte cose. Ci sono degli allievi della mia scuola che hanno studiato 6 anni in altre scuole ma sono rimasto molto sorpreso agli esami di fine anno, perché sembrava che non avessero mai ballato e mai studiato danza. Sia i genitori che i ragazzi stessi si sono resi conto di questa situazione ed hanno subito notato dei grandi miglioramenti in soli pochi mesi grazie al grande lavoro che fanno gli insegnanti della nostra scuola».

Di recente una ballerina di Cosenza, ex étoile della Scala, Mariafrancesca Garritano, ha suscitato scalpore (e il suo licenziamento) con un libro sull'anoressia nell'ambiente della danza. Il problema è davvero così diffuso? E ci sono altri forti pregiudizi che possano creare seri problemi?

«Sì, il problema c’è sempre stato maggiormente in teatro nell’ambiente del balletto classico c’è molta rigidità. Un ambiente molto diverso dal mio che è quello televisivo commerciale dove piacciono le curve sulle donne e i muscoli sugli uomini. Io dico alle mie allieve di incontrare un equilibrio, prima cosa per la salute, bisogna mangiare bene e non essere né troppo magri, né troppo grassi».

Vivi all'estero da diversi anni. Pensi che la bufera scatenata sulla trasmissione della De Filippi ti abbia penalizzato nel lavoro?

«No comment»

Hai più avuto contatti in Italia per nuovi contratti di lavoro?

«Sì, ci sono state delle proposte ma non potevo accettare perché ero impegnato in altre produzioni all’estero. Tranne quando ci fu l’offerta del festival di Sanremo. Lì non potevo proprio dire di no! Spero in futuro di riuscire a tornare in Italia.»

Hai dichiarato che una parte della tua famiglia non ha accettao il fatto che tu fossi omosessuale. Il tuo è un caso che potrebbe riguardare molti ragazzi che ancora hanno paura ad affrontare l'argomento con i propri genitori. Qual è il tuo consiglio? 

«Non sono nessuno per dare consigli su una scelta molto personale come questa, ma ogni persona ha il diritto la libertà e la scelta di dire e fare di se e della propria sessualità fa parte della privacy e di ciò che si ritiene opportuno fare. La cosa più importante è sentirsi bene con se stessi e con le persone care. L’importante è farsi rispettare e rispettare i gusti delle persone, i sentimenti. Essere omosessuale, gay, non è un offesa non è un insulto non mi sento inferiore a nessuno. Essere eterosessuale non è né una fortuna, né un complimento».

Su internet, negli ultimi mesi, sono circolate alcune tue foto scandalo. Lo hai fatto solo per farti pubblicità o per esibizionismo?

«Lavoro da 13 anni e iniziai a 17 con il mio primo contratto. Tanti sono stati i sacrifici anche economici, sia da parte di mia mamma Giovanna che di tutta la mia famiglia. Ho costruito una carriera, giorno dopo giorno, tante audizioni, tante trasmissioni, tante soddisfazioni, tanti obbiettivi raggiunti. Ho dimostrato di essere un professionista e di avercela fatta. Però sono anche una persona umana, non sono perfetto, mi dispiace. O meglio non ho voglia di giocare la parte di quello perfetto perché amo la verità, la sincerità e detesto l’ipocrisia. Credo che di scandaloso ci sia ben altro che le mie foto o le mie dichiarazioni. Trovo scandalose quelle persone ben vestite che rubano soldi dai fondi pubblici, ad esempio. Oppure sempre quegli uomini maschilisti che picchiano le mogli. Vogliamo parlare dell’abuso di potere in generale che si subisce nella nostra bell’Italia! Il mio unico scopo è quello di condividere tutto con chi mi segue con chi mi sostiene o con chi semplicemente ha voglia di scrivermi un messaggio».

 

 

 

 

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