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A 106 anni muore la maestra che ha portato
la scuola ad Amaroni. E il paese indice il lutto

Calabria

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AMARONI - La maestra Gina Giacchetta è scomparsa all'età di 106 anni. Giusto un mese fa, in occasione del suo 106 esimo compleanno, il suo ultimo compleanno ne avevamo ricordato le geste e la figura. Nata il 10 ottobre  del 1906, questa grande donna tanto ha fatto per l'alfabetizzazione di Amaroni nel primo e nel secondo dopoguerra. E Amaroni la ricorda con il lutto cittadino indetto dall'amministrazione comunale del sindaco Arturo Bova, la camera ardente nella sala consiliare e una bella e commovente lettera-manifesto. Tutta Amaroni si è stretta attorno alla famiglia Ciampa-Giacchetta, un paese che in silenzio ricorda la maestra Gina. 

Una figura di donna piccola ma forte, sorridente ma determinata, con una forza di spirito tale da fargli superare tutto quello che la vita ti può mettere davanti in ben 106 anni di vita. Un'esistenza che ha attraversato due secoli di storia, recitando la parte di protagonista. Nata e vissuta la prima parte della vita in Puglia, Gina Giacchetta, arriva in Calabria dove gli hanno affidato una scuola per insegnare ai bambini. Ma qui incontra, si innamora e si sposa con don Giuseppe Ciampa, giovane rampollo della famiglia nobiliare che vive da alcuni secoli ad Amaroni. E qui, come peraltro in gran parte dell'Italia di allora, un analfabetismo imperante. Contadini e operai che non possono, soprattutto per non privarsi di braccia utili al duro lavoro dei campi, mandare i loro i bambini a scuola. Ecco allora emergere l'amore per la vita, per l'insegnamento, che significa dignità ed emancipazione di donne e uomini, Gina sale davvero in cattedra. E con lei, complice di questa opera di valore epocale, il marito Giuseppe. E così, è stato che mentre la maestra Gina compiva opera di proselitismo persuasivo, l'ormai defunto marito all'epoca si incaricò con la moglie e ci riuscì a formare le prime storiche classi di scuole che Amaroni ricorda. E ci riuscì, il marito, facendo pressioni  sui contadini e gli operai, gran parte dei quali, lavorava le sue terre e prestava opera presso il suo frantoio. In fondo, adottarono Amaroni. E come nelle storie più belle, Amaroni ha certamente adottato e tanto amato, questa piccola grande donna del Sud. 

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