Salta al contenuto principale

Due bambini su tre in Calabria
soffrono di disturbi alla vista

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 1 secondo

QUASI quattro bambini su dieci presentano patologie oftalmiche, con disturbi alla vista e necessità di correzione dei vizi refrattivi. Ed è la Calabria la regione che ha l'incidenza più alta: più di due bambini su tre hanno problemi di questo tipo.

Il dato emerge dall’indagine condotta dall’associazione Assilt su un campione di oltre 10.000 bambini di età compresa tra i 4 e i 14 anni, nell’ambito della campagna di prevenzione oftalmologica in età pediatrica «Vedere meglio per vivere meglio». Dallo studio è emerso che il 39% dei bambini presenta patologie oftalmologiche; il 32% soffre di vizi di refrazione, mentre, a seguito della visita oculistica, per il 22% dei bambini è stato necessario prescrivere nuove lenti da vista.

In particolare, 580 piccoli pazienti sono risultati affetti da ambliopia, il cosiddetto «occhio pigro»; oltre il 2,55% (corrispondente a oltre 250 bambini) è risultato positivo alla congiuntivite allergica mentre il cheratocono, importante patologia a carattere evolutivo della cornea, è stato riscontrato in oltre lo 0,03% dei bambini visitati, una percentuale significativa se si tiene conto che tale alterazione è tipica dei soggetti in una fascia di età più avanzata rispetto a quella oggetto dello studio.

Emergono solo 7 casi di cataratta congenita, mentre la ptosi palpebrale è risultata presente nello 0,14 % degli esaminati. Dai dati anamnestici è emerso, inoltre, che il 13% dei ragazzi presenta allergie a farmaci o ad altre sostanze.

Nella distribuzione geografica delle patologie rilevate, la Valle d’Aosta è risultata quella con la più bassa percentuale di patologie (21% dei bambini visitati),mentre i piccoli pazienti della Calabria risultano quelli con la più alta incidenza (oltre il 67% dei bambini visitati). «Tutti i dati sono di estrema rilevanza, – ha dichiarato il Prof.Carlo Nucci dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del Policlinico Universitario di Tor Vergata-Roma – nei primi 10 anni di vita, infatti, migliore è la funzione visiva del bambino, migliore sarà il grado di perfezionamento che l’intera via visiva svilupperà, e migliore sarà la qualità delle immagini e il grado di stereoscopia (visione tridimensionale) che il giovane percepirà anche in età adulta. Al contrario, l’occorrenza di malattie degli occhi in età pediatrica può ostacolare il normale sviluppo del sistema visivo compromettendo così in modo irreversibile la capacità visiva di uno o entrambi gli occhi, anche in età adulta».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?