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Internet, calabresi isolati: 11% vanno a rilento
Ma arrivano 126 milioni per la banda larga

Calabria

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UNDICI calabresi su cento sono privi di una connessione Internet veloce e se non è maglia nera, poco ci manca. Solo gli abitanti del Molise, infatti, sono messi peggio in Italia. Ed è per questo che il treno che sta passando, potrebbe essere un'occasione d'oro. Da Roma è stato infatti annunciato un bando che ha l'obiettivo di portare una connessione a Internet degna di questo nome a tutti i cittadini italiani. Un obiettivo che l’Italia insegue da tempo e che adesso sembra finalmente a portata di mano, con il lancio dei bandi per 900 milioni (di cui 237 privati) annunciati dal ministero dello Sviluppo economico e da quello della Coesione territoriale. La parte del leone la fa proprio la Calabria, alla quale va la fetta più ampia: 126 milioni. 

CALABRIA "DIVIDED" - Sono oltre 7 milioni i cittadini che dovrebbero avere finalmente la possibilità di accedere a Internet con facilità, tra l'impegno per arrivare a 2 mega per tutti e quello di accelerare lo sviluppo della banda ultralarga (da 30 a 100 mega) per circa il 40% dei residenti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Sicilia. Soprattutto, sarà la svolta per i residui 2,8 milioni di italiani sprovvisti di connettività e residenti in 3.600 località sparse un po' per tutto il Paese

La regione più in difficoltà è il Molise, con il 20% di persone "scoperte". Ma subito dopo c'è la Calabria, che si attesta l'11,2%, quasi tre volte più su della media nazionale che è pari al 4,4%. E' quello che si definisce il "digital divide", cioè il divario tra chi ha concretamente la possibilità di accedere alle nuove tecnologie e chi invece paga un gap di arretratezza. In Calabria il "divide" fisso arriva al 18,2%, compensato solo in minima parte da un 7% che rimedia tramite la copertura della rete "mobile". E così matura un quadro che vede penalizzare i calabresi rispetto al centronord ma anche, ad esempio, rispetto alla Puglia, dove il "divide" fisso è al 4,3%, del quale il 3,1% rimedia tramite rete "mobile". 

IL PROGETTO - Il Piano nazionale banda larga era nato nel 2008 con l'obiettivo di raggiungere gli 8 milioni di cittadini esclusi dal servizio poichè residenti nelle aree a fallimento di mercato o anche di difficile copertura per problemi tecnici. Finora ha portato Internet di base a 4 milioni di cittadini (e per 1,2 milioni i lavori sono "in corso"), ma ha anche incontrato molte difficoltà per i soliti problemi di bilancio, che hanno visto apparire e scomparire i fondi necessari in più di un’occasione. Stando alle tabelle fornite dai due ministeri, per il digital divide verranno impiegati circa 353 milioni di euro tra fondi Mise, fondi regionali e fondi Pac, a cui deve corrispondere il contributo privato di almeno il 30%. Il piano per la banda ultralarga nel Sud, invece, vede uno stanziamento (tra pubblico e privato), pari a 547 milioni circa: la parte del leone la farà la Calabria con 126 milioni, seguita dalla Campania con 122 milioni e dalla Sicilia con 75 milioni. Alla Basilicata andranno circa 54 milioni e al Molise 4 milioni. I comuni collegati saranno 179, per 1,64 milioni di unità immobiliari.   La spinta, in ogni caso, non sarà solo all’innovazione, ma anche all’economia. Secondo i due ministeri, infatti, questo progetto promette di dare ossigeno all’occupazione, con 5 mila nuovi posti di lavoro, e alla crescita, con un contributo di circa 1,3 miliardi di euro al Pil. «Oggi – hanno commentato i ministri Corrado Passera e Fabrizio Barca – facciamo un passo in avanti fondamentale per lo sviluppo del Paese, contribuendo ad azzerare il divario digitale e dotando il Mezzogiorno della banda ultralarga. Era un impegno importante che abbiamo assunto con il recepimento dell’Agenda Digitale Europea e che siamo riusciti a mantenere grazie a una forte collaborazione tra Governo e Regioni».

 

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