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La politica sulla pizza
Ingredienti da "Grande Sud"

Calabria

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IL Mezzogiorno si riappropria della pizza: nasce a Napoli, la pizza 'Grande Sud’, preparata con le eccellenze gastronomiche di tutte le regioni meridionali. A forno o fritta, sulla pizza ci sono pomodori secchi della Puglia, lo 'sfingione' della Sicilia, la mozzarella di bufala della Campania, la 'nduja della Calabria, i peperoni 'cruschi' della Basilicata. Nasce nella pizzeria «La figlia del Presidente», nel centro storico di Napoli e, come ha spiegato la titolare, Maria Cacialli, entra a pieno titolo del menù.
«Hanno cercato di convincere tutti che la pizza sia giapponese, cinese o veneta. La verità è che la pizza è napoletana – ha detto Salvatore Ronghi, capolista al Senato per Grande Sud, che ha promosso l’iniziativa – C'è un Sud delle eccellenze che viene valorizzato con questa pizza, che dà risalto ai prodotti agroalimentari la cui filiera è volano di sviluppo della nostra terra». La pizza 'Grande Sud’, nelle intenzioni di chi l’ha pensata, ha il compito di esaltare i sapori e gli aspetti positivi del Mezzogiorno.
«Nasce dall’orgoglio di essere meridionali – ha affermato Cacialli – e di racchiudere i prodotti tipici delle regioni del Mezzogiorno in una pizza». La pizza, ha spiegato Giuseppe Pietro Maisto, capolista alla Camera per Campania 1 di Grande Sud, «sintetizza uno dei temi del progetto politico del partito, che vuole dare forza ai territori, e aiuta a far conoscere, con un prodotto da mangiare, le eccellenze del Sud’'. Per Angela Orabona, candidata alla Camera con Grande Sud, la pizza è «un inno ai sapori del Mezzogiorno».

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