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Turisti s'immergono nel mare crotonese
e trovano cannoni dell'epoca dei corsari

Calabria

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Crotone, 16 lug. - I militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza e del Comando Provinciale di Crotone, hanno rinvenuto due cannoni petrieri concrezionati, in ottimo stato di conservazione, risalenti al XV secolo. Le attività di recupero, coordinate dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria, sono state eseguite grazie al prezioso ausilio del personale dell’area marina protetta "Capo Rizzuto". I reperti archeologici, in attesa di essere sottoposti ad un ciclo di desalinizzazione, saranno custoditi in idonei ambienti della sede operativa dell’Area Marina Protetta di "Le Castella". (AGI)
(AGI) - Crotone, 16 lug. - Il ritrovamento, di assoluta importanza scientifica, testimonia, ancora una volta, la ricchezza del patrimonio archeologico sottomarino delle coste calabresi ed è frutto della sinergica attività di vigilanza svolta dall’Arma, dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria e dagli enti preposti alla tutela dell’area marina di Isola Capo Rizzuto.

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) - La segnalazione è arrivata da due turisti. E ha permesso ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza e del comando provinciale di Crotone di ritrovare due cannoni, in ottimo stato di conservazione, risalenti al XV secolo. Erano a 50 metri dalla battigia e a dieci di profondità. Lunghi uno un metro e 40 centimetri e l'altro un metro e 30, sono cannoni "petrieri", cioè appoggiati su una base in pietra, e a retrocarica.

I turisti li hanno avvistati lungo la costa di Isola Capo Rizzuto. Si tratta delle acque che hanno visto imperversare Uccialì, il corsaro di Le Castella che nel XVI fu protagonista in tutto il Mediterraneo e combattè anche a Lepanto. E anche se i cannoni sono datati un secolo prima non è escluso che possano essere stati utilizzati alla sua flotta. Al momento, però è impossibile suffragare questa ricostruzione.

 Le attività di recupero, coordinate dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria, sono state eseguite grazie al prezioso aiuto del personale dell’area marina protetta "Capo Rizzuto". I reperti archeologici, in attesa di essere sottoposti ad un ciclo di desalinizzazione, saranno custoditi nella sede operativa dell’Area Marina Protetta di "Le Castella". 

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