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Dalì, Guttuso, De Chirico: il museo di Reggio

ripartirà dai tesori confiscati alla malavita

Calabria
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REGGIO CALABRIA - Il museo di Reggio Calabria riaprirà il 3 agosto con la mostra dei capolavori confiscati al Re dei Videopoker, Gioacchino Campolo (LEGGI TUTTE LE NOTIZIE SUL RE DEL VIDEO POKER). In attesa di portare a casa i Bronzi appena la sala speciale sarà finita, presumibilmente a gennaio 2014, senza attendere la fine dei lavori e dell'allestimento, la notizia è che il museo riparte dai tesori dell'arte che appartennero a un boss.

La decisione è arrivata dopo il vertice urgente voluto a Reggio Calabria dal ministro Massimo Bray, in risposta alla lettera del governatore Giuseppe Scopelliti che chiedeva venissero rimossi i responsabili dei ritardi. La mostra con i capolavori appartenuti al re deivideopoker nasce tutta da una proposta dell'assessore provinciale alla Cultura, Edoardo lamberti Castronuovo, con il presidente Giuseppe Raffa ieri alla Provincia a darne notizia in una apposita conferenza stampa.

Imperativo assoluto dei ministeriali “Riaprire il museo reggino al più presto, per ridare ai reggini e ai visitatori un bene rimasto chiuso per troppo tempo”. Pronta la risposta, che ha visto la Provincia giocare d'anticipo. L'assessore provinciale Lamberti stava infatti già lavorando d'intesa con la soprintendenza, come già riportato dal Quotidiano, ad una mostra di primissimo piano: l'esposizione delle opere d'arte confiscate a Gioacchino Campolo, noto come il Re dei videopoker. Opere di Dalì, Guttuso, De Chirico e tantissimi altri pezzi importantissimi. Ebbene, sarà proprio questa mostra di livello internazionale a riaprire le porte di Palazzo Piacentini. Già nei primi di agosto, secondo quanto annunciato, anche con una conferenza stampa dall'assessore Lamberti e dal presidente della Provincia Giuseppe Raffa.

I quadri erano stati tolti all'esponente dell amalavita durante un'operazione da record che aveva riguardato un patrimonio da 330 milioni di euro. Gioacchino Campolo aveva 260 immobili in giro per il mondo e nella "reggia" di famiglia, nel cuore di Reggio Calabria, i finanzieri hanno trovato 110 quadri. Alcuni di essi sono di valore assoluto.

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