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Albertazzi, serata d'onore
con le Memorie di Adriano

Calabria

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RICADI – Una serata straordinaria, indimenticabile, quella dedicata, sera di lunedì, al Maestro Giorgio Albertazzi nella splendida cornice del Teatro Torre Marrana. Durante la manifestazione è stato presentato il libro “Giorgio Albertazzi e il Teatro di Roma”, curato dalla ricadese Mariella Paganini ed edito da Ponte Sisto. L’autrice lavora per il Teatro di Roma ed responsabile dell’Ufficio di Presidenza e degli Organi Istituzionali, delle Pubbliche Relazioni Istituzionali e cerimoniale. 

“L’autrice, Mariella Paganini – ha confidato il sindaco Pino Giuliano - è stata lei la scintilla che ci ha fatto incontrare e conoscere il Maestro Albertazzi, di cui noi siamo orgogliosi di avergli conferito la cittadinanza onoraria perché può donare alla comunità quella crescita culturale di cui abbiamo bisogno”. L’autrice dopo aver esternato la propria gioia, nel trovarsi nella sua terra accanto al Maestro, ha raccontato come all’inizio il volume doveva raccontare la storia del teatro durante gli anni della direzione del Maestro ma alla fine è diventato il libro che racconta Giorgio Albertazzi. È stata, poi la volta, tanto attesa, del Maestro, il quale ha esordito ringraziando la scrittrice Mariella Paganini per il libro che, ha assicurato, “mi renderà immortale”. Tanti sono stati i temi affrontati da Albertazzi ad iniziare dalla poesia, “che – ha detto - è il segreto del conoscere e aiuta a riscoprire la vita”, ha recitato “La pioggia nel pineto” di D’annunzio; ha, inoltre, affrontato il tema dell’età senile, “quando il corpo non risponde più ai voleri della mente”, e ha parlato della morte e dell’eutanasia, ricordando la morte del fratello minore Roby, avvenuta pochi mesi addietro. 
A seguire ha recitato Dante, confessando di essersi innamorato del poeta sin dalle scuole medie, da quando si era innamorato della professoressa di latino di nome Cinita, “le donne - ha affermato - hanno sempre una marcia in più, anche le meno belle, perché hanno “l’intelligenza del corpo”: la grazia”. Per concludere l’irripetibile serata Albertazzi ha ripreso la seconda parte delle “Memorie di Adriano”. Questa magnifica opera che l’autrice Marguerite Yourcenar dedica all’imperatore di Roma e che ha trovato nel Maestro Giorgio Albertazzi uno straordinario protagonista. Momenti di vita di un grande uomo che sapeva che ogni felicità, in questo caso l’amore verso il tenero Antinoo, è un capolavoro da assaporare tra tensioni e travagli. Adriano, interpretato magistralmente da Albertazzi, diventa il ritratto di ciò che siamo noi oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici della nostra storia. In un mondo che sembra frantumarsi sotto i colpi dell’intolleranza, dell’egoismo, degli interessi privati, le parole di Adriano ci aiutano a riflettere sul nostro momento storico indicandoci un barlume di speranza: … non tutti i nostri libri periranno; si restaureranno le nostre statue infrante; altre cupole … sorgeranno … dalle nostre cupole … e se i barbari s’impadroniranno mai dell’impero del mondo, saranno costretti ad adottare molti nostri metodi; e finiranno per rassomigliarci”. 

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