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Dopo il mulino bio, quello per celiaci: il nuovo sogno di Stefano Caccavari

Calabria
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Stefano Caccavari, fondatore del progetto Mulinum (foto da facebook)
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RENDE (CS) – «Il mio sogno è tornare qui tra un anno e parlare a tutti del primo mulino per celiaci della Calabria». È l'ultimo sogno di Stefano Caccavari, il giovane imprenditore di San Floro che in appena due anni, dopo aver lanciato prima  l'orto di famiglia e poi Mulinum (progetto legato alla riscoperta dei grani antichi e partito grazie al crowdfunding, la raccolta fondi su internet) adesso fa tris puntando sul gluten free. L'idea è stata rilanciata oggi a Rende, nel primo dei due giorni di «Gluten free Calabria», seconda edizione dell'evento unico nel suo genere al Sud.

Caccavari, studente di Economia, ha raccontato la sua esperienza e gli ultimi sviluppi che lo vedono impegnato a esportate la sua idea in Toscana, dopo l'interessamento di imprenditori agricoli del Senese e di Grosseto. Per una volta Calabria capofila, dunque, in un export che non sia necessariamente la 'ndrangheta ed esempio da seguire anziché eterna maglia nera, proprio nella disoccupazione giovanile: dopo il mezzo milione di euro raccolto per avviare Mulinum, l'obiettivo è un milione; e le adesioni già arrivano. «Sto ricevendo tantissime richieste, da tutta Italia», ha spiegato Caccavari davanti alla platea radunatasi in uno dei convegni della kermesse rendese.

«Siccome fra i miei sostenitori – ha raccontato un mese fa al Sole24Ore – ci sono anche 2 celiaci, ecco che ho pensato a un mulino gluten free. In Calabria sta per sorgere in contrada Torre del Duca, accanto all'impianto già esistente. Macineremo a pietra il riso di Sibari, il mais e il grano saraceno. E così in Val d'Orcia. Con Officina Mulinum forniamo le strutture chiavi in mano». 

Di recente l'impresa di Stefano Caccavari ha catalizzato l'interesse  del ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, che leggendo la sua storia ha commentato: «Bravo Stefano, ti ho letto oggi su La Stampa, il tuo progetto  Mulinum  sarà d'ispirazione per tanti. Unire innovazione e sviluppo delle filiere agricole sui territori è uno dei motori di futuro più forti dell'Italia. La tua battaglia per l'etichettatura è la nostra, per questo e per confrontarci su tutto il tuo progetto ti invito al ministero se ti va. Il vostro mulino a pietra e la comunità che lo sostiene sono esempi concreti del Paese che vogliamo costruire insieme».

 

 

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