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Il linguaggio nel pensiero italiano, 2 giorni di dibattito

all'Unical con Roberto Esposito e Paolo Virno

Calabria
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L'Università della Calabria

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Gli uffici dell'Unical
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COSENZA - Se volessimo ispirarci al titolo del più recente saggio di Roberto Esposito (“Da Fuori”, 2016, Einaudi), potremmo dire che è da fuori – ovvero dall’estero – che la filosofia italiana viene riconosciuta come oggetto di studio in sé. Nel nostro Paese l’esistenza di un pensiero italiano – o di un italian thought, secondo la categorizzazione dello stesso Esposito – è un tema ancora dibattuto.

«Non è una categoria storiografica accettata da tutti. Esposito, però, considera la storia come individuazione di linee possibili e non solo come registrazione di ciò che è successo. È una categoria ancora in costruzione, ma quello che contraddistingue l’italian thought è l’attenzione alla dimensione della vita» spiega Felice Cimatti, docente di Filosofia del linguaggio dell’Università della Calabria, impegnato da un paio di anni nel filone di studi dell’italian thought. All’Unical Cimatti ha promosso la nascita di un laboratorio di ricerca su questi temi, che aderisce ad una rete nazionale e internazionale (Workiteph).

Al laboratorio dell’Unical partecipa anche la Cornell University, un segno del grande interesse della comunità internazionale e soprattutto dei Paesi anglosassoni. Di italian thought si dibatterà da domani proprio all’Università della Calabria, nel corso di un convegno che, per la prima volta, affronterà il tema del linguaggio all’interno del pensiero italiano.

«Collaborando con Esposito e il gruppo del pensiero italiano, ho notato subito che questo filone non era stato esplorato. Eppure, almeno da Dante in poi – ricorda Cimatti – la riflessione sulla lingua è sempre stata presente». Cita Dante il professore, perché quando si parla di italian thought non si fa riferimento solo a filosofi, ma anche a storici della lingua, poeti, scrittori.

«Nel corso del convegno ci saranno relazioni su Dante, Leopardi, D’Annunzio, Pasolini. Li vedrete sotto un’altra luce» commenta Cimatti. La due giorni sarà anche l’occasione per ritrovare e riascoltare il filosofo Paolo Virno, già docente Unical, oggi a Roma Tre. La sua, anticipa Cimatti, sarà una riflessione critica: sebbene inserito tra le voci principali dell’italian thought dai teorici di questa “etichetta”, Virno non condivide del tutto questa categorizzazione. I lavori del convegno si apriranno domani alle 15 nei locali dell’University Club.

La prima sessione, presieduta da Daniele Gambarara, si aprirà dopo i saluti del direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Raffaele Perrelli e proseguirà con le relazioni di Roberto Esposito, Felice Cimatti, Enrica Lisciani Petrini, Paolo Virno, Mirko Tavoni. La seconda e ultima giornata, venerdì, prevede una doppia sessione – mattina e pomeriggio – e si aprirà con l’intervento di Stefano Gensini. Seguiranno le relazioni di Rocco Ronchi, Roberto De Gaetano, Davide Tarizzo, Giusi Strummiello, Vincenzo Vitale, Dario Gentili, Franco Lo Piparo, Marco Mazzeo.

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