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Cartunismo e movie, successo per giovane vibonese 

Secondo al mondiale cinematografia e cortometraggio

Calabria
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Didascalia Foto: 
Onofrio Maccarone
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1 minuto 35 secondi

VIBO VALENTIA - Incontri che raccontano le storie sociali attraverso cortometraggi d’autore e, tra questi, un giovane vibonese si mette in evidenza. Questo l'argomento dell'appuntamento svoltosi di recente e rivolto alla ricerca di narratori e animatori che sanno leggere la società con i suoi problemi, il senso di trovare una identità, l’idea di incontri che cambiano la vita.

Tutto questo ed altro ancora in un mix di immagini e musiche per interpretare l’umano sentire che ha fatto incontrare personalità di tutto il mondo che a Milano hanno presentato i loro cortometraggi. Alla fine i tre premi riconoscimento sono andati alla Cambogia, all’Italia e ultimo classificato gli Stati Uniti.

A rappresentare l’Italia il 27enne vibonese Onofrio Maccarone che dopo la laurea alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze si è trasferito a Londra dove ha lavorato per cinque anni come cartunista e animatore filmico nel noto network televisivo Channel 4. Una storia cinematografica, la sua, che continuerà per altri due anni con due altre grande aziende della comunicazione: “Deloitte” e “Unilever”.

Alla fine, la grande decisione di ritornare al paese (San Calogero) per contribuire a dare vitalità intellettuale al suo territorio. Oggi, Onofrio vive a Briatico, sempre nel Vibonese, ma sul mare e il suo percorso professionale rappresenta l'esatto emblema di giovani che per farsi notare sono purtroppo costretti ad emigrare per poi, però tornare e scommettere nella sua terra, investire tutte le sue abilità a fare crescere il suo territorio.

Dopo la Cambogia, quindi, il secondo posto a questo orgoglio vibonese grazie al suo cortometraggio “Neighbours” che pone riflessioni a pieni polmoni sui drammi dell’emigrazione, della visione dell’altro, di colui che si trova a vivere in un “altrove della speranza” senza lingua e né patria.

Temi forti che lo stesso Maccarone dice di amare, che «fanno riflettere lo spettatore nei pochi minuti di attenzione sui dettagli del racconto visivo che diventa partecipazione attiva».

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