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Strada in dissesto, comunità isolate nel Cosentino

L'unica via d'accesso è impercorribile e la Provincia la chiude

Calabria
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Il cartello che vieta il transito sulla strada
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APRIGLIANO – Mentre da una parte della Sila si inaugurano, in pompa magna, gli impianti sciistici di Lorica (LEGGI LA NOTIZIA), dall’altra parte dei monti, a poco più di 25 chilometri di distanza, i cittadini restano isolati dopo aver inviato una petizione al Governatore Mario Oliverio, al presidente della provincia Franco Iacucci e al sindaco di Aprigliano Pietro Giorgio Le Pera a causa della strada Provinciale 216 gravemente dissestata, che porta al lago Ampollino da Gisbarro a Trepidò.

I residenti, infatti, dopo aver inviato la protesta agli enti preposti per una strada impercorribile a causa della manutenzione assente, la Provincia ha “pensato bene” di chiuderla al traffico. “Oltre al danno la beffa”, è quello che lamentano indignati i cittadini della frazioni di Aprigliano di Gisbarro, Tassitano, Cappello di Paglia, Caporosa, Montenero i quali dopo aver denunciato i disagi nel percorrere la via di comunicazione verso le frazioni, si sono visti chiudere il collegamento con una apposita ordinanza della stessa Provincia in quanto, si legge nel documento stilato dall’ente, “la SP 216 (Longitudinale Ampollino) dal km 0 al km 22+300, presenta in vari tratti del suo tracciato un diffuso degrado della pavimentazione, insufficiente segnaletica orizzontale e numerosi elementi di protezione ormai fatiscenti” e quindi “a salvaguardia della sicurezza della circolazione veicolare è necessario disporre il divieto al transito veicolare”.

La circolazione è permessa ai soli residenti con una limitazione di velocità a 30 km all’ora, alle forze dell’ordine, ai mezzi di soccorso e a quelli di pronto intervento, nonché ai veicoli per la nettezza urbana e alle Poste. “Traffico vietato dunque – denunciano i cittadini - ai venditori ambulanti che portano beni di prima necessità nei piccoli borghi, agli agricoltori che devono lavorare nei campi, alle imprese boschive che percorrono la strada e a tutti i parenti, non più residenti, che non possono raggiungere le frazioni a seguito dell’ordinanza. “La situazione – si legge nella petizione inviata a Oliverio, Iacucci e Le Pera - si protrae da anni e nonostante le varie segnalazioni, non ci sono state risposte e soprattutto, non ci sono stati interventi volti, quantomeno a migliorare una situazione di assoluta emergenza”.

I cittadini sollecitavano “un tempestivo ed esaustivo intervento” vista anche“l’utilità che ha questa arteria viaria dal punto di vista logistico; il tracciato solca in lungo, una grossa parte dell’altopiano silano costeggiando, anche il lago Ampollino, possibile meta turistica e bellezza naturale che, in un momento economico così delicato, non può essere abbandonato e ridotto ai minimi termini”. “Le amministrazioni anzidette – avevano denunciato nella missiva i cittadini - non dovrebbero ricordarsi dei posti in questione solo durante il periodo della campagna elettorale ma dovrebbero svolgere bene il proprio lavoro e offrire ai cittadini quei servizi basilari ed essenziali che rappresentano un fondamentale e irrinunciabile diritto”. Ma l’unico intervento tempestivo è stato, purtroppo, il divieto di transito sulla SP 216.

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