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Vibo, Reparto Malattie infettive da Terzo mondo

Struttura in estremo degrado all'ospedale Jazzolino

Calabria
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Didascalia Foto: 
L'esterno della struttura
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1 minuto 42 secondi

GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal maggio 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - «E questo sarebbe un reparto ospedaliero?». La domanda, ovviamente intrisa di sarcastica retorica, proviene da alcuni utenti che hanno documentato la situazione attraverso del materiale fotografico.

Il reparto in questione è quello di Malattie Infettive dello “Jazzolino” dove le criticità sono tanto all’esterno, con l’intonaco ormai cadente, quanto, e soprattutto nei locali. Sia strutturali che ambientali e, in qualche caso, anche alimentari. Andiamo con ordine: nell’ambulatorio è sufficiente alzare lo sguardo per notare che il controsoffitto è praticamente perforato, il materiale ha infatti ceduto - pare da diverso tempo - tant’è che «quando mi sono trovata a fare dei prelievi è caduta qualche goccia d’acqua», ha rivelato un’ex paziente che è stata dimessa nei giorni scorsi.


 

Passando ad altro, le foto certificano senza fallo ciò che si presenta nei sanitari: «Sporcizia sua agli angoli del pavimento e corrosione nei lavandini». Cestini strapieni di carte e quant’altro e un «cattivo odore» appena varcata la soglia: «Ho dovuto addirittura coprirmi le vie respiratore con un panno lievemente imbevuto di alcol», ha riferito un altro utente, denunciando anche un’ulteriore circostanza, e cioè che, a «causa della mancanza di posti, in quanto vi sono solo quattro stanze, avviene spesso che uomini e donne vengano sistemati nella stessa camera e questo è capitato pure me quando sono stato ricoverato».

La fiera degli orrori però continua con il cibo. Un altro paziente ha infatti mostrato la foto del pranzo che gli è stato servito: «Si trattava di pesce maleodorante, ma soprattutto nel piatto era ben visibile un biglietto con il numerino da servire. Ero il 22», per come testimonia la foto; «almeno ho saputo in che posizione mi trovassi», ha aggiunto la donna con non poco sarcasmo misto a rabbia. E quando chiediamo se ci si è lamentati col caposala o qualcun altro in servizio presso il reparto delle condizioni dello stesso, gli interessati hanno riferito di aver ricevuto qualche rassicurazione «tuttavia la situazione mica è cambiata. Ma in questo reparto, le infezioni le curano o si prendono?».

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