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Sanità, la Regione aderisce al ricorso di Federlab e Anisap

Nei laboratori, prestazioni solo a pagamento dal 4 giugno

Calabria
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CATANZARO – La Regione aderirà al ricorso delle strutture private accreditate per l’annullamento dei decreti 72 e 87 licenziati da Scura che impongono un taglio di circa venti milioni di euro. E’ il risultato dell’incontro di ieri dei rappresentanti di Federlab e Anisap con Oliverio. Nonostante questo la posizione dei laboratori non cambia, dal 4 di giugno i consociati accreditati erogheranno solo prestazioni a pagamento per mancanza di budget.

Ma non c’è solo questo: da circa 11 mesi i laboratori sono in attesa dei pagamenti delle Asp per prestazioni già erogate, situazione che ha reso molto critica la gestione all’interno delle strutture. All’incontro ha partecipato il presidente della commissione, Sanità Michele Mirabello, il dirigente generale del Dipartimento Tutela della salute della Regione Bruno Zito e per l’Avvocatura regionale l’avvocato Nicola Greco. Da parte sua Oliverio ha chiesto di rivedere la decisione di sospendere l’erogazione dei servizi convenzionati per «evitare di scaricare sui cittadini le conseguenze di atti commissariali assunti senza tener conto dei bisogni delle popolazioni».

Nulla da fare, però, per Anisap e Federlab che hanno confermato la decisione anche in questa riunione perché «undici mesi di mancati pagamenti e il taglio di prestazioni decretato dal commissario Scura non consentono più l’erogazione delle prestazioni per conto del servizio sanitario regionale». Durissimo Oliverio ancora una volta con il commissario Scura, che ha anche chiamato in causa i Prefetti per un possibile «rischio di tensioni sociali dovute a questa decisione».

«La situazione - ha detto - alla luce dell’ostinata presa di posizione del commissario per il piano di rientro, è davvero grave. Sono stati raggiunti livelli preoccupanti ed insostenibili che mettono a serio rischio la salute dei cittadini. Dinanzi all’annunciata sospensione della erogazione delle prestazioni sanitarie convenzionate da parte delle strutture private è necessario assumere ogni utile iniziativa volta ad impedire la negazione di un fondamentale diritto qual è quello alla salute. In tale direzione ritengo opportuno portare all’attenzione anche dei signori Prefetti i rischi a cui è esposta la popolazione calabrese con possibili implicazioni di tensioni sociali, anche alla luce degli annunciati licenziamenti da parte degli titolari delle strutture».

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