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Presentata la nuova vettura dell'Unical: Ecco Nemesis 2018

Il bolide frutto del lavoro di un equipe di 60 persone 

Calabria
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Il momento della presentazione della Nemesis 2018
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RENDE (COSENZA) - L’Unical reparto corse presenta il suo nuovo gioiello. A dieci anni dalla nascita della prima vettura creata dagli studenti del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale, oggi è stata presentata al pubblico, nel Teatro Auditorium Unical, “Nemesis 2018.” Scintillante e con i colori tipici dell’ateneo, bianco e bordeaux, Nemesis rappresenta il frutto di un duro lavoro e di tanta passione da parte di un team di 60 ragazzi che hanno lavorato costantemente alla realizzazione della nuova monoposto. Figlia della precedente Ares (2017), “la neonata autovettura prende vita proprio dagli ottimi risultati dello scorso anno, migliorando quindi quello che era già un progetto esistente” spiega il team leader Michele Lanza.


 

Anche se, come hanno dimostrato gli interventi dei ragazzi dei team precedenti, ogni vettura è il risultato di ricerche e sperimentazioni di tutti e dieci gli anni, perfezionando i vari aspetti di anno in anno. Telaio più leggero, dinamica rinnovata al 50 percento, motore invariato: Triumph 3 cilindri, reso però più affidabile, con maggiore potenza e consumi ridotti; pacchetto aerodinamico rinnovato e reparto elettronica completamente stravolto.

Queste sono le caratteristica di Nemesis, che la prossima settimana gareggerà a Varano, per la competizione tra studenti universitari di Formula Alta. Quello del reparto corse è un progetto nato nel 2005, che negli anni si è evoluto estendendosi a tante discipline e dipartimenti, coinvolgendo man mano nei diversi team altre figure professionali.

“È un progetto importante – afferma il docente responsabile, Maurizio Muzzupappa – perché ha permesso di formare questi ragazzi predisponendoli al mondo del lavoro e regalandogli una vera e propria esperienza di vita”. Una eccellenza dell’Università della Calabria, quella del reparto corse; lo afferma anche il Rettore Gino Crisci: “è l’esempio che sempre porto avanti, sinonimo di multidisciplinarietà e di come a una buona teoria si unisca l’aspetto pratico”.

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