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Le critiche di Goletta Verde al mare della Calabria

Tra aree "malate croniche" e depurazione al collasso

Calabria
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Goletta Verde in Calabria
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ROCCELLA JONICA (REGGIO CALABRIA) - «In Calabria vi sono i cosiddetti "malati cronici", ovvero le situazioni in cui la mancata depurazione resta un problema irrisolto da troppi anni. È il caso di Isola Capo Rizzuto, in località Le Castella, in piena Area Marina Protetta, alla foce del canale presso la spiaggia a destra del castello. Una situazione che Goletta Verde denuncia da anni, e dove ogni volta constata la presenza di numerosi bagnanti ignari». Lo riferisce Legambiente che ha reso noti i dati nel corso di una conferenza stampa organizzata in occasione della sosta a Roccella Jonica di Goletta verde.

«Inoltre, in provincia di Vibo Valentia - si aggiunge - su sei punti campionati, ben cinque sono risultati fortemente inquinati, visto che tutte le fiumare sfociavano in mare al momento del prelievo. Ricevono un giudizio di fortemente inquinato per il nono anno consecutivo anche le foci del torrente Caserta, del fiume Mesima e del torrente Ruffa. In provincia di Crotone, poi, drammatica la situazione nel punto di prelievo alla foce del fiume Esaro, giudicato fortemente inquinato».

Ad incontrare i giornalisti sono stati Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde; Luigi Sabatini, direttore di Legambiente Calabria; Caterina Cristofaro, di Legambiente Calabria, e Martina Raschillà, del Circolo Legambiente di Roccella Jonica.

«Premesso che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari - ha detto Serena Carpentieri - spiace constatare come la mancata depurazione affligge ancora in maniera drammatica il nostro Paese. È ora di dire basta ad ogni forma di alibi. L’Italia intervenga immediatamente per contrastare questa emergenza affinché la gestione delle acque reflue e l’adeguamento del nostro sistema depurativo, insieme a progetti di qualità e innovativi, diventi una delle priorità dell’agenda politica. Non sono più ammessi ritardi e multe a carico della collettività, come quella che siamo stati condannati a pagare all’Ue pari a 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché il nostro Paese non si metterà in regola».

Secondo Luigi Sabatini, «in Calabria è emergenza depurativa. Non possiamo più tollerare l’indifferenza delle istituzioni su un tema così importante e delicato come quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione. Nonostante le nostre continue vertenze, le amministrazioni calabresi hanno ignorato un problema che sta assumendo proporzioni sconcertanti e che mette a repentaglio una risorsa importante per il nostro territorio qual è il turismo e l’economia che genera. Ecco perché, a fronte di una situazione insostenibile e che già l’anno scorso ci ha visti impegnati in prima linea nel presentare esposti rispetto a gravi casi di mancata depurazione, siamo pronti a denunciare nuovamente i responsabili di un problema che non può essere risolto semplicemente con l’affissione di un cartello di balneazione, provvedimento sì necessario ma non sufficiente, nella speranza di avere una qualità delle acque migliore rispetto a quella che bagna la nostra terra da quasi dieci anni a questa parte».

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