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L'imprenditore voleva la Vigor
Occasione persa a Lamezia

Calabria

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LAMEZIA TERME - C’era (o forse c’è ancora) la possibilità di un cambio societario (o comunque di un nuovo ingresso di un socio di maggioranza in società) ma gli attuali soci e dirigenti della Vigor Lamezia avrebbero “nicchiato” e così, Giovanni Monorchio di Cerreto d'Esi, vicino a Fabriano (Ancona) (originario di Reggio Calabria) avrebbe deciso di «gettare la spugna». E’ lo stesso imprenditore a rivelarlo al Quotidiano del Sud uscendo quindi allo scoperto dopo aver atteso fino a ieri sera quando si sarebbe tenuta un’apposita riunione in società. Ma l’imprenditore riferisce di non aver ricevuto risposta.

«Ormai si è perso troppo tempo, da un mese siamo in contatto con i dirigenti della Vigor Lamezia, ho personalmente incontrato a Lamezia il sindaco Mascaro che è un’ottima persona e so che è anche stato presidente, ma fino a ieri sera non mi è sembrata ci fosse la volontà di far partire il nostro progetto che non è legato solo al calcio, ma anche agli investimenti imprenditoriali che vogliamo fare a Lamezia nel settore delle Terme, turismo religioso, alberghi tenendo presente anche l’aeroporto. Ho parlato con Butera e Torcasio, così come il nostro direttore sportivo Sortino, avevano già pronto l’allenatore, Pino Tortora, tra l’altro ex giocatore della Vigor che si teneva tanto a questo nostro progetto ritenendo Lamezia una piazza importante per fare calcio. C’era tutta la nostra disponibilità anche ad entrare in maggioranza nella società lasciando in parte alcuni soci attuali. Non volevamo di certo fare i padroni a Lamezia».

Monorchio, un anno fa, aveva rilevato la Cavese ma poi ha lasciato. Come mai? «Volevano imporci della cose non chiare, poi quando i tifosi hanno lanciato delle bombe in campo mi sono dimesso. Avevamo preso la Cavese ormai quasi fallita portandola al primo poso in classifica ma poi siamo entrati in conflitto con la tifoseria e abbiamo lasciato». Dice ancora che «eravamo disponibili a rilevare la Vigor Lamezia anche in terza categoria, abbiamo seguito la squadra in questo mese e sappiamo che i giovani si sono battuti con onore».

Monorchio è in fiume in piena quando aggiunge: «Avevano pronti già 4-5 elementi validi da inserire, ma ora siamo bloccati e non possiamo più perdere tempo. Aspettare fino a dopo il 9 ottobre, quando si discuterà il ricorso, per noi è impossibile visto che ci saranno da disputare altre tre partite e questo significherebbe perdere ancora e quindi partire con cinque sconfitte significherebbe lottare per la salvezza in serie D che non era il nostro obiettivo e una grande città come Lamezia e i suoi tifosi non meritano questo». Insomma per Monorchio «non ci sono più le condizioni e mi dispiace per il sindaco, Torcasio e Butera».

Tutto questo, quindi, sembra ora svanito secondo quanto ha spiegato l’imprendiore Monorchio. E siamo alla vigilia della partita di domani (la terza per la Vigor in serie D) quando i biancoverdi affronteranno al “D’Ippolito” l’Agropoli ancora con la Vigor “baby”. Mercoledì prossimo l’impegno di Coppa Italia in trasferta contro la Vibonese e il 4 ottobre trasferta in campionato a Reggio Calabria. Poi l’11 ottobre la gara casalinga contro il Noto e solo dopo probabilmente si discuterà il ricorso della Vigor Lamezia per la riammissione in Lega Pro. Con quali prospettive future, allo stato, non è dato sapere. Monorchio rappresentava la svolta? La società chiarisca.

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