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Per gli esperti è uno dei calciatori più promettenti
La storia di Manuel, 16 anni, e l'esordio in Nazionale

Calabria

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SOGNI. Idee. Speranze. E progetti in cantiere. Ma anche tanto lavoro e tanta umiltà. Manuel Nicoletti è un ragazzo di soli 16 anni (saranno 17 il prossimo dicembre). È originario di Belcastro, in provincia di Catanzaro e sin da piccolo come molti suoi coetanei sognava di giocare a calcio e vestire la maglia azzurra. Alla sua età vanta già un curriculum notevole nel mondo del pallone. Manuel, che gioca nel ruolo di terzino, ha i piedi per terra e sa che per far diventare realtà i suoi sogni e i suoi tanti obiettivi deve «lavorare tanto. Fare sacrifici. Ho ancora tanto da dimostrare».

Anche se il Guardian, nei giorni scorsi, ha inserito il suo nome nella top 50 dei baby talenti del mondo. E la settimana scorsa ha partecipato all’amichevole della nazionale italiana Under 18 contro la Polonia. Maglia azzurra che ha indossato per la prima volta all’età di 15 anni. Per questa stagione, invece, proseguirà la sua esperienza e la sua crescita nel Crotone Fc in serie B; la società che ha creduto in lui e che proprio l’anno scorso l’ha visto debuttare per la prima volta nel campionato diventando il più giovane esordiente di sempre del Crotone in serie B. E ora Manuel al “Quotidiano” racconta i suoi sogni, la sua passione per il calcio e i suoi prossimi obiettivi.

Allora Manuel come è nata la tua passione verso il mondo del pallone?

«Si tratta di una passione nata con me. C'è sempre stata. Per strada, a casa, dappertutto giocavo perché mi rendeva e mi rende felice e vivo».

Raccontaci le tue prime esperienze nel mondo del calcio: dai primi allenamenti alle prime persone che hanno creduto nel tuo potenziale.

«Il mio primo mister è stato Antonio Riccelli. Allenava con passione e dedizione i bambini del mio paese. Mi ha dato tantissimo dal punto di vista umano e mi ha insegnato i rudimenti del calcio. Non avevamo quasi nulla a disposizione se non un polveroso e vecchio campo di calcio. Ricordo con gioia quei primi calci dati ad un vero pallone. All'età di 11 anni ho iniziato ad allenarmi con la Scuola calcio giovanile Catanzarese con il mister Giovanni Alessandro che ha creduto in me fortificando il mio carattere e il mio potenziale. Nel 2011 inizia la mia esperienza a Crotone, nei giovanissimi nazionali di mister Moschella che mi ha cambiato di ruolo. Il mister Moschella ha contribuito alla mia crescita umana e calcistica, continua ad aiutarmi con consigli preziosi ora che allena in prima squadra».

Che sensazioni si provano a vivere e soprattutto a vestire la maglia della Nazionale italiana?

«Vestire la maglia della Nazionale è un onore. Rappresentare l'Italia è un'emozione indescrivibile e cercherò di farlo sempre al meglio delle mie capacità».

Quali sono i tuoi modelli di comportamento e dentro e fuori del campo? E qual è il modello di calciatore ideale?

«Quanto ai modelli di comportamento cerco di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti dalla mia famiglia. Lavoro duro, umiltà e onestà. Il mio modello: Paolo Maldini ma anche Javier Zanetti perché rappresentano tutto quello che un calciatore deve essere. Sono i miei idoli».

Sei stato uno dei più giovani giocatori ad esordire in serie B. Che cosa ricordi di quel giorno e soprattutto a cosa pensavi nel momento in cui sei sceso in campo?

«Per me è stata un'emozione forte ma non provavo paura anzi non vedevo l'ora di entrare e dimostrare sul campo quello che so fare. È inevitabile che un esordio così precoce ti cambi molto perché devi fronteggiare quotidianamente le critiche degli scettici. È stato un momento molto importante della mia giovane carriera che ha fortificato il mio carattere».

Cosa hai provato quando hai visto il tuo nome tra i 50 giovani talenti del futuro (under 18) del calcio mondiale pubblicate dal Guardian?

«Mi ha reso molto felice avere un riconoscimento così importante e per me rappresenta un motivo in più per continuare a fare bene».

In quale grande squadra vorresti giocare un giorno? E da quale grande allenatore vorresti essere allenato?

«Non nascondo la mia fede calcistica, quindi, direi Inter. Quanto agli allenatori il mio obiettivo rimane quello di lavorare bene con tutti come sto facendo ora con mister Juric che mi aiuta a migliorare su tutti gli aspetti e mi dà la possibilità di allenarmi con i grandi. Ma in ogni caso non si possono dimenticare allenatori come Marcello Lippi o Jose Mourinho».

Quali sono i tuoi sogni e soprattutto quale obiettivo vuoi raggiungere nei prossimi mesi?

«Il sogno di ogni bambino è arrivare in Seria A ma comprendo la difficoltà quindi mi limito a lavorare giorno per giorno. Il mio obiettivo in questo momento è giocare con la maglia del Crotone, con la maglia di una città che sento mia e che mi sta accompagnando, grazie ad un ambiente sano, a crescere prima come uomo e poi come calciatore. Al di là di quello che sarà il mio futuro nei prossimi anni ringrazierò sempre il calcio. Io penso che quando si parla di calcio, non si parla di un semplice sport bensì di vita vera. Uno sport che trasmette valori fondamentali e importanti come il sacrificio e il lavoro che nella vita sono alla base di tutto».

LA SCHEDA - Manuel Nicoletti compirà 17 anni il prossimo 9 dicembre. E nonostante la sua giovane età vanta giù un curriculum notevole ricco di esperienze nel mondo del calcio. Era il mese di aprile del 2014 quando è stato convocato per la prima volta nella nazionale italiana di calcio under 16. Maglia in nazionale che Manuel ha indossato anche ad agosto 2014.

Mentre proprio nelle settimane scorse ha partecipato all’amichevole che la nazionale italiana under 18 ha tenuto il 12 ottobre scorso contro la Polonia. Manuel, inoltre, va anche un record: nel mese di dicembre 2014 quando scendendo in campo con il Crotone nel finale di gara contro il Modena è diventato il più giovane esordiente di sempre con la maglia del Crotone in Serie B.

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