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Il pugilato contro il Parkinson: dall'America arriva a Cosenza il metodo utile a migliorare la qualità della vita

Calabria
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Gianfranco Tallarico e Giacobbe Fragomeni
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COSENZA - «Il pugilato è una metafora della vita: combatti tutti i giorni contro gli ostacoli, finisci contro le corde, ti rialzi ma mentre nella vita c’è spesso slealtà sul ring si sale seguendo dei valori e delle regole» così racchiude la sua grande passione per la boxe Gianfranco Tallarico responsabile della palestra Popolare di Cosenza situata in alcuni locali dello stadio San Vito - Gigi Marulla.

La palestra è una finestra aperta sulla città di Cosenza «ospitiamo persone di ogni estrazione sociale i nostri valori sono «l’antifascismo e l’antirazzismo». Da poco Gianfranco è rientrato da un corso di formazione che ha effettuato a Erba, ora in palestra sarà possibile anche effettuare un programma legato al pugilato per i malati di parkinson. Infatti in America da qualche anno hanno scoperto che gli esercizi legati alla boxe aiutano i malati di parkinson a migliorare nei movimento e coordinarsi meglio. «È stato proprio una persona affetta da parkinson - dice Gianfranco - che mi ha fatto conoscere questo nuovo aspetto del pugilato e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di prepararmi per aiutare queste persone».

In America ci sono 500 palestre Rock Steady Boxing contro il Parkinson. Il metodo è stato inventato nel 2006 dall’ex procuratore legale americano Scott C. Newman, a cui venne diagnosticata, a soli 40 anni, una forma della malattia di Parkinson. Grazie a un amico che l’ha spinto a fare sport, Newman ha scoperto per caso i benefici della boxe nel migliorare la sua qualità della vita. Da qui l’idea di condividere questa esperienza con chi, come lui, convive quotidianamente con questa patologia. E ora anche la comunità scientifica è concorde sull’importanza dell’attività fisica per contrastare la malattia di Parkinson.

Quella praticata è un tipo di boxe senza contatto, un allenamento definito prepugilistico. Chi è colpito dal parkinson è paragonibile ha chi è stato colpito da un gancio destro, quelli che mettono ko, la boxe aiuta a rialzarsi e ripartire. Non è trascurabile nemmeno l’importanza di ritrovarsi insieme in palestra, condividendo le stesse sensazioni, ci si può divertire e fare esercizi che aiutano a vivere meglio.

E allora si schiva a destra e si rientra con un gancio sinistro, si fa un passo di lato e si torna in guardia: il programma non prevede gare e incontri, ma esercizi per migliorare la postura, l’equilibrio e la muscolatura. “La mente si allena a ricevere stimoli e a rispondere col corpo, meccanismo che nei parkinsoniani è compromesso, la boxe senza contatto aiuta a coordinare il pensiero col movimento e viceversa, influendo positivamente sui sintomi della malattia, rendendoli meno aggressivi”.

Questo non significa che si può guarire ma la palestra rappresenta anche un modo per uscire e non chiudersi in casa. Se si lotta e si ha più voglia di vivere.

La palestra popolare di Cosenza si arricchisce così si un nuovo elemento di condivisione. Gianfranco Tallarico tra corde e guantoni racconta dei tanti progressi fatti negli ultimi anni, da qualche mese la palestra si è anche allargata con una nuova sala, qui si accolgono anche i bambini, molti sono stranieri, arrivano grazie a una collaborazione con il Moci. «I ragazzi vengono con entusiasmo - dice Gianfranco (allenatore con una laurea in Scienze dell’educazione) - la boxe a livello agonistico non è per tutti, c’è una dura preparazione, ma si può praticare anche a livello amatoriale e questo attira molte persone. Qui pratichiamo anche la light boxe, io ne sono responsabile regionale. Ci sono combattimenti che durano un minuto e mezzo e tra gli atleti c’è un contatto leggero, non si possono affondare i colpi, si vince grazie alla destrezza e ai punti».

E con la boxe è possibile anche schivare le insicurezze e fare a pugni con la malattia per renderla meno invalidante.

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