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A Salerno i funerali delle 26 migranti morte:fiori sulle bare

Campania
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Oggi, al Cimitero Monumentale di Salerno, le esequie delle ventisei giovani migranti recuperate dalla nave spagnola Cantabria attraccata in città lo scorso 5 novembre.

Il rito funebre, al quale è stata invitata la cittadinanza tutta a partecipare, si sta svolgendo nella piazza degli Uomini Illustri del cimitero monumentale della città. Sono presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il prefetto Salvatore Malfi, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, oltre alle massime autorità civili e religiose.

Gli studenti della Consulta provinciale hanno deposto, sulle bare, ognuno una rosa bianca. Su quella di Osaro Osato, invece, i fiori sono tre: una rosa bianca e due piccole rose, una rosa e una celeste dal momento che portava in grembo un bimbo ancora troppo piccolo per sapere se fosse maschio o femmina. Sulla bara dell'altra nigeriana riconosciuta, Marian Shaka, invece, è stata adagiata anche una rosa celeste, per ricordare un maschietto che mai nascerà.

C'erano anche i parenti di due delle vittime oggi ai funerali delle 26 migranti che si sono tenuti al cimitero di Salerno. A piangere queste ragazze vi era il marito di Marian Shaka, Sule Shaka e il fratello di Osato Osaro. Il marito di Marian, nigeriana nata il 7 febbraio 1997, non ha voluto parlare. Ha solo detto, a chi gli domandava come stesse: "Come può stare una persona che ha appena perso la moglie?". La ragazza, tra l'altro, era anche incinta di appena cinque mesi di un maschietto. Era senza lacrime da versare ma con gli occhi spenti e pieni di dolore, il fratello di Osaro. Di lui non si sa il nome ma solo che ha 18 anni e che non ricorda molto di quel tragico sbarco dove è morta la sorella. Non ricorda o non vuole parlare perché troppo terribile da ricordare. Racconta di essere stato in Libia per sei mesi con la sorella, che "quel posto non è bello. Si sparava in continuazione e si uccide anche per delle sciocchezze". È stato lui ad aver avvisato i genitori della morte della loro figlia, loro che in Nigeria hanno ancora tre figli. Osaro e il fratello volevano rimanere in Italia. Quello era il loro sogno. Per Osaro e per il figlio che portava in grembo, era incinta di neanche due mesi, non sarà più possibile.
   

 

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