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Venezia: mai pensato a miei ingressi all’Alto Calore

Campania

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Da più tempo e con particolare insistenza in questi ultimi giorni, la stampa locale e non solo ha riportato che io volessi essere eletto presidente dell’Alto Calore Servizi. Dichiaro una volta e per sempre che non penso e non ho mai pensato di poter ricoprire tale incarico o possibili futuri ingressi in qualche altro CdA. Il mio impegno resta e sarà, finché ne avrò voglia, esclusivamente votato ad accompagnare in maniera defilata l’attività degli organismi dirigenti del PD irpino. Ricordo con piacere che, per favorire la nomina di Lello De Stefano a componente della direzione del partito, feci, su sua sollecitazione, un passo indietro e non mi pento di averlo compiuto. Qualche giornalista mi attribuisce la responsabilità di essermi adoperato per costruire alleanze o maggioranze con altri partiti: tutto questo è falso, anche perché non ho mai parlato in tal senso con dirigenti di altre formazioni politiche. Non è un segreto che mi sia incontrato con Ciriaco De Mita presso la segreteria di corso Vittorio Emanuele, regalandogli un libro intitolato “Le colpe dei padri”. Sono contento di averlo fatto dopo tanti anni e di avere in questo modo recuperato un rapporto più umano e amichevole. Non ho bisogno di giustificarmi, perché questo incontro appartiene alla mia vita privata. Sembra superfluo ricordare che le alleanze o le intese con gli altri partiti vengono decise e deliberate dagli organismi dirigenti. Constato e faccio constatare che il mio partito non ha mai realizzato “larghe intese” o costruito rapporti fiduciari con qualche forza politica di centrodestra. Oltretutto la segreteria provinciale, nel suo insieme, ha confermato e difeso ripetutamente tale indirizzo. Da quel poco che so di politica ho compreso che l’assemblea dei sindaci e solo questa (vedi ATO e ASI) ha realizzato in piena autonomia accordi esclusivamente istituzionali per favorire la governabilità e così risolvere problemi e questioni nell’interesse della nostra comunità. Se qualche parlamentare di questa provincia avesse avuto opinioni diverse, si sarebbe dovuto far delegare e presentarsi nelle due assemblee (ATO e ASI) per esprimere con coraggio e in libertà il suo pensiero, misurandosi da vicino con il sindaco di Nusco. Il senno di poi conta poco e non serve a rendere credibili le proprie divergenze politiche ed eventualmente quelle del proprio partito. Debbo ammettere di aver accarezzato nell’ultimo congresso provinciale la possibilità di accettare, malgrado la mia nota appartenenza ai “diversamente giovani” e perciò stesso da rottamare, l’incarico di presidente del partito. Vista l’avvenuta “divisione” degli incarichi tra le varie componenti della maggioranza, mi impegnai a far eleggere invece la giovane Roberta Santaniello. Se le mie opinioni dovessero infastidire qualcuno, ne prendo atto e non me ne dolgo per niente. La libertà di espressione è un diritto inalienabile che nessuno mi può negare e non ho bisogno di qualche incarico per esercitarla.

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