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Pd, primarie diviso tre per scegliere
tra De Luca, Cozzolino E Di Lello

Campania

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Se prima erano in sette ora i candidati per la presidenza della regione della Campania del Pd si sono ridotti a tre: Vincenzo De Luca, già sindaco di Salerno, Andrea Cozzolino, europarlamentare e Marco Di Lello. parlamentare socialista. Il tritacarne ha compiuto un’altra rottamazione costringendo Nello Di Nardo, entrato in un primo momento in lista per le primarie per conto di Italia dei Valori, a ritirare la propria candidatura. Quale il motivo? Quello ufficiale è che il candidato di Idv ha posto una grande questione morale. Le ombre e i sospetti di un voto inquinato, così come era stato denunciato da Gennaro Migliore all’atto delle sue dimissioni dalla competizione, hanno consigliato a Nello Di Nardo di non farsi coinvolgere nell’appuntamento del voto di domani. L’altro motivo, che pure qualcuno con un pizzico di malizia ha voluto sottolineare che Di Nardo avrebbe temuto di collezionare una figuraccia nella raccolta dei voti. Questa perplessità, in realtà, era già stata manifestata da alcuni militanti, all’atto delle dimissioni di Gennaro Migliore che, abbandonato da Matteo Renzi, avrebbe rischiato non poco in termini di popolarità.  
Ma  quello che rimane non è il nuovo che avanza. Si tratta, infatti, di personale politico già sperimentato nel tempo e nei cui confronti non sono mancate critiche durissime. Così per il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che rischia per effetto delle sue vicende giudiziarie, di dover cedere il passo. Non solo. De Luca era già stato candidato contro Caldoro, ottenendo una sonora sconfitta. Da capo dell’opposizione in Consiglio regionale si dimise subito senza cogliere l’occasione di portare avanti la battaglia per il rinnovamento dell’ente.
Di Andrea Cozzolino e le vicende elettorali del passato sono piene le cronache dei giornali. Anche il suo dire di tornare a fare l’europarlamentare in caso di sconfitta sconcerta non poco. Allora perchè candidarsi?
Infine Marco Di Lello. E’ stato assessore regionale in un tempo in cui la Regione era presa a bersaglio dalla magistratura, riuscendo a restare immune. Scegliere ora è d’obbligo, votare meno. L’astensione in questo caso è un forte segnale politico per il Pd campano  (Gia:Fe.)     

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