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D'Anna: «Abbiamo perso il conto dei consiglieri coinvolti nell'inchiesta sui rimborsi»

Campania

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 «Nel mentre fervono i preparativi per approntare liste di candidati celebrando, al tempo stesso, la vecchia liturgia degli apparentamenti di coalizione sulla base di schieramenti politici e non di contenuti, assistiamo all’ennesima tegola giudiziaria abbattutasi sulla Regione Campania, con la richiesta di rinvio a giudizio di otto, fra consiglieri ed ex consiglieri (di cui quattro del gruppo Pd, due dell’Idv e due dell’Udc), con l’accusa di peculato». Così il senatore Vincenzo D’Anna, vicepresidente del gruppo Gal, ma eletto in Campania nelle liste del Pdl-Fi. «Tra arresti e rinvii a giudizio - spiega D’Anna - abbiamo, ormai, perso il conto dei consiglieri rimasti coinvolti nell’inchiesta sui rimborsi. Il che pone, senza alcuna speculazione di parte, la necessità di sollevare la questione morale in Regione. Una questione che è stata volutamente sottaciuta da tutti i gruppi politici presenti in Consiglio, a cominciare dal governatore Stefano Caldoro a cui sembra sia bastato non essere rimasto personalmente coinvolto in tali vicende».  Per il parlamentare del Gal «è il caso di invitare gli onorevoli Paolucci, Di Lello, Vaccaro e quanti altri si sono posti il problema di come votasse un fantomatico (ed inesistente) gruppo di 'cosentinianì alle primarie del Pd, a levare alta la propria voce non solo per stigmatizzare questo stato di cose, ma anche per escludere dalle liste tutti coloro che, a vario titolo, sono rimasti implicati in tali procedimenti giudiziari. Ci aspettiamo che Vincenzo De Luca lo faccia».  Questo perché, conclude D’Anna, «la morale è una cosa seria e non può essere reclamata ed utilizzata solo come espediente nei confronti degli altri».

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