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Soldi in cambio di permessi e certificati di agibilità

Basilicata

Una bufera quella che ieri si è abbattuta sull'Ufficio Urbanistica di Palazzo S. Giorgio. Otto in manette tra funzionari e professionisti

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Autorizzazioni a costruire dove non si poteva, condoni edilizi falsi per sanare abusi d’ogni genere e certificati di abitalità taroccati. Questo il quadro emerso dall'operazione denominata "Urbanistica" che ieri ha coinvolto alcuni funzionari del Comune di Reggio Calabria e architetti. Un meccanismo consolidato che avrebbe consentito ad alcuni funzionari di Palazzo San Giorgio di riempirsi le tasche di soldi. In carcere sono finiti Giuseppe Melchini, 55 anni, funzionario dei Lavori Pubblici; Pasquale D’Ascoli, 55 anni, dipendente dell’Urbanistica, come Giuseppe Chirico, 56 anni e Francesco Calì. Ai domiciliari, invece, sono finiti: Giovanni Tornatola, 40 anni, dipendente comunale; Antonio Demetrio Artuso, 38 anni, architetto; Carmelo Maria Lo Rè, architetto, 39 anni, e Francesco D’Elia, 35 anni, titolare di un’agenzia finanziaria, la “Financial group” con sede a Reggio Calabria. A Marco Condò invece è stato vietato l’esercizio temporaneo della professione di Architetto. Per loro accuse pesantissime, che vanno con responsabilità diverse, dall’associazione a delinquere al falso, dalla truffa alla corruzione. Secondo il provvedimento firmato dal Gip Kate Tassone, viene fuori «uno sconcertante spaccato di illegalità diffusa».
Secondo le indagini i dipendenti comunali si occupavano di aggiustare le carte e indirizzavano i cittadini a studi professionali che potevano risolvere le beghe burocratiche in poche settimane invece che in anni. Da una parte si andava in contro a chi pagava, dall’altre centinaia di pratiche di cittadini perbene finivano nel dimenticatoio affossate negli archivi.
L'organizzazione era in grado di fare qualsiasi cosa, paradossalmente facendo risparmiare alcuni clienti come nel caso delle oblazioni da versare alle casse comunali. Numerose le intercettazioni ambientali che confermano i fatti contestati.
Il giro di tangenti era, secondo i magistrati, piuttosto vasto e bastava pagare e tutto era a posto nel giro di pochi giorni. Oltre alle nove misure cautelari, risultano indagati anche Marilena Mastrandrea, Francesco Maria Diano e Giuseppe Crucitti.

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