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Protesta dei dipendenti Arssa
alla sede del Consiglio regionale

Basilicata

In attesa di incontrare il governatore Scopelliti, i lavoratori hanno confermato l'assemblea permanente del personale davanti a Palazzo Campanella

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Sono circa 200 i dipendenti dell’Arssa, l’Agenzia regionale di sviluppo e servizi in agricoltura, che stanno protestando davanti la sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria. Dopo una serie di contatti, i manifestanti hanno ottenuto un incontro con il presidente della Giunta, Giuseppe Scopelliti, che più tardi dovrebbe ricevere una delegazione di lavoratori. Nessun incontro è previsto, oggi, giorno in cui è convocata una riunione di Consiglio, con il Presidente dell’Assemblea, Francesco Talarico. Lo stesso ha fatto sapere, infatti, che nelle giornate di convocazione di seduta non sono previsti incontri.
Stessa risposta i lavoratori dell’Arrsa hanno ricevuto dall’assessore all’Agricoltura Michele Trematerra, che si è detto però disponibile ad incontrarli già domani, alle 16, nella sede dell’assessorato a Catanzaro. In attesa dell’incontro i lavoratori hanno confermato l'assemblea permanente del personale davanti a Palazzo Campanella, in concomitanza con i lavori del Consiglio regionale. L’Arssa occupa attualmente circa 270 unità (220 divulgatori e 50 amministrativi), ma una legge regionale del 2007 ne ha decretato la soppressione. Resta, però, il problema del personale e dei servizi di sviluppo agricolo che, secondo i lavoratori, devono restare pubblici, con la costituzione di un nuovo Settore nel Dipartimento Agricoltura presso il quale allocare tali servizi, sulla scia di quanto hanno già fatto altre regioni.
«Non si capisce il perchè – affermano in un promemoria i lavoratori – la Regione, dopo aver autorizzato la stabilizzazione di lavoratori di altri enti afferenti al contratto privato, non abbia previsto analogo percorso per il personale Arssa, che è invece destinato, pur essendo stato selezionato dalla Regione, ad un processo di precarizzazione e confinato in una agenzia di diritto privato. Riteniamo demagogico parlare di rottura del patto di stabilità regionale quando il personale dell’Agenzia è già iscritto storicamente, nel bilancio regionale e quindi, non si può parlare di nuove assunzioni».

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