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Amantea. Inquinamento fiume Oliva
sviluppi dopo l’arresto

Basilicata

Sono stati iscritti nel registro degli indagati anche i proprietari dei siti inquinati. L’inchiesta sui rifiuti andrà avanti. Prossimo l’interrogatorio di Coccimiglio

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L’inchiesta sui rifiuti interrati a Valle Oliva non terminerà con l’arresto dell’imprenditore Cesare Coccimiglio a detta del procuratore di Paola, Bruno Giordano (nel riquadro), il quale ha dichiarato che “ci saranno sviluppi”. Intanto l’indagine proseguirà con l’interrogatorio dell’arrestato, che potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere e poi verranno sentiti i quattro proprietari dei terreni in cui è stata trovata la notevole quantità di rifiuti illegalmente interrati, per il momento iscritti nel registro degli indagati, come atto dovuto. Potrebbe spuntare qualche altro nominativo oltre a quello di Coccimiglio, titolare di un’impresa per l’estrazione di materiali per l’edilizia e per il trasporto degli stessi in quanto non è possibile che l’imprenditore sia l’unico responsabile dell’ingente smaltimento di materiali di risulta nell’area del fiume Oliva, dove, in tutto, sono stati ritrovati ben novantamila metri cubi di rifiuti nocivi di diversa natura e grado d’inquinamento.
Coccimiglio, che da una vita lavora in quel territorio, conosce tanti fatti e “misfatti” e potrebbe aiutare a far capire agli investigatori, come sia potuto accadere che l’alveo del fiume Oliva ed i terreni limitrofi siano diventati luoghi di discariche incontrollate con deposito indiscriminato di rifiuti potenzialmente nocivi, con ricadute sulla falda acquifera e sui suoli coltivati.
Alcuni dei suoli dove negli anni è proseguito indisturbato lo scarico di materiale si trovano a poche decine di metri dalla strada che porta ad Aiello Calabro, quindi ben visibili dalla carreggiata. Di certo non si tratta di luoghi nascosti o inaccessibili. Pure i proprietari dei suoli, alcuni dei quali con coltivazioni e uliveti, potrebbero fornire ai pm indicazioni utili. L’obiettivo della procura di Paola è quello di punire tutti i responsabile del “disastro ambientale” descritto nelle pagine della richiesta di misura cautelare, ma si pensa anche di arrivare alla bonifica dei siti. Il procuratore Bruno Giordano, in più occasioni, ha ribadito la necessità di intervenire per bonificare la vallata del fiume Oliva, nell’interesse della salute pubblica.

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