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La moglie indagata del giudice arrestato
chiamata a certificare i conti della sanità

Calabria

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CATANZARO - C’è un nuovo compito in regione per Alessandra Sarlo. E a dargli il nuovo incarico è stato direttamente il governatore Giuseppe Scopelliti che lo ha proposto alla giunta regionale al gran completo che lo ha approvato all’unanimità. La dottoressa Sarlo, finta nell’inchiesta dei Pm di Milano assieme al marito, il giudice Vincenzo Giglio e al consigliere regionale Franco Morelli (entrambi detenuti). La dottoressa Sarlo, nella qualità di dirigente del Dipartimento “Controlli”, dovrà nella sostanza certificare i conti della sanità calabrese. 

La designazione è stata ratificata nella seduta del 30 luglio scorso. Ossia pochi giorni prima che lo stesso Scopelliti annunciasse di essere indagato proprio in relazione agli incarchi alla Sarlo. La storia è sempre la stessa. Alessandra Sarlo, nominata il 14 luglio 2010 commissario straordinario dell’Azienda sanitaria di Vibo, veniva liquidata nel dicembre successivo sulla scorta di uno scioglimento per mafia, decretato dal Presidente della Repubblica nel dicembre del 2010, comunque per questioni incancrenitesi prima della sua nomina. Lei - moglie del giudice Vincenzo Giglio, poi arrestato assieme al consigliere regionale Franco Morelli nell'inchiesta “Infinito 3” - aveva bisogno di nuova collocazione. Un problema da risolvere anche per la politica regionale che, almeno secondo i pm, si sarebbe prodigata per costruirle attorno una postazione nuova di zecca quanto singolare: il Dipartimento ai controlli, istituito con delibera 308 del 12 luglio 2011. E al nuovo Dipartimento serviva logicamente un dirigente. Così veniva pubblicato il bando per la selezione del dirigente. Bando pubblicato per sette giorni, a partire dal 26 luglio: dei nove candidati, però, nessuno veniva giudicato idoneo. Il 16 agosto di quell’anno, quindi, un altro avviso. Pubblicato non sul Burc, né sulla stampa, ma solo sul sito della Regione. Un mese dopo, 16 settembre, ecco il decreto 149 del presidente Scopelliti che nominava Alessandra Sarlo come «dirigente generale». 

Da Reggio a Catanzaro. Finita nell’inchiesta del procuratore aggiunto Boccassini per la sua nomina al vertice dell'Azienda sanitaria di Vibo, nella parte poi traghettata per competenza prima a Reggio Calabria e adesso a Catanzaro, ora vede anche la sua seconda nomina, alla guida del Dipartimento dei controlli, nel mirino della magistratura. Procedimento aperto a Catanzaro, dal pm Gerardo Dominijanni, che aveva inizialmente iscritto sul registro degli indagati, per la sua designazione avvenuta nel settembre 2011, l’assessore regionale al Personale Domenico Tallini e la dirigente regionale Rosalia Marasco. Abuso d'ufficio la contestazione mossa dal pm Dominijanni, che ha anche ereditato gli atti del procedimento sulla nomina della Sarlo all’Asp, che il Tribunale di Reggio, ravvisando un difetto di competenza, ha trasmesso a Catanzaro. Le indagini non hanno tuttavia impedito alla giunta di aggiungere un altro tassello alle già molte competenze della dirigente. Insomma, da luglio, anche se in via indiretta è tornata ad occuparsi di sanità, sia pure soltanto dal punto di vista dei controlli. Su incarico del Governatore e della Giunta. 

 

 

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