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L’emergenza lavoro nella valle del petrolio

Basilicata

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 L’emergenza lavoro nella valle del petrolio
di PIETRO SIMONETTI*
IL fermo e articolato richiamo del movimento sindacale  per la definizione del Piano del lavoro e di altre misure urgenti a fronte dell'aggravarsi della situazione occupazionale in Basilicata rappresenta una ulteriore e definitiva sollecitazione alla Giunta Regionale  perché si occupi concretamente di lavoro e reddito ai cittadini. Da molto tempo si parla di attuazione delle misure collegate al “Patto di sistema 2012” mentre si accumulano ritardi nella erogazione degli incentivi da parte di Basilicata Sviluppo anche per le farraginose pratiche e l'ostilita' del sistema bancario. Mentre il Piano del Lavoro e' in  gestazione, diverse decine di milioni di euro restano nelle casse per produrre solo interessi per l'azienda regionale. Nel contempo Basilicata innovazione, con alcuni milioni in dote, nell'ambito di iniziative molto fantasiose, attua un progetto per aumentare la realtà per farla percepirla meglio. Vogliamo contribuire alla conoscenza della situazione. Secondi i dati dell'Osservatorio Regionale  del lavoro nel 2010 sono cessati 18 mila posti di lavoro, nel 2011  18.748 e nel  2012 sono terminati 24.005 rapporti di lavoro. Questa la situzione che non e' stata sostanzialmente modificata dai nuovi avviamenti e dalle attivita' delle strutture impegnate nella promozione della occupazione. Particolarmente significativa e' lo stato del mercato del lavoro della Val d'Agri nonostante il progetto speciale e quanto previsto per il centro oli di Viaggiano e Tempa Rossa . Dei 5372 avviamenti del 2012 solo  111 sono delle attivita' manifatturiere e complessivamente 848 a  tempo indeterminato  dei quali solo 77 dell'industria manifatturiera. 3686 le cessazioni dei rapporti. Per l'apprendistato sono stati avviati 62 apprendisti  mentre ne sono cessati 63. Dopo il contratto di sito occorre che la Commissione Tripartita approvi urgentemente, per le assunzioni nell'area previsti nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, una delibera che assicuri una quota rilevante, attorno all'ottanta per cento, così come avvenuto per la Fiat di Melfi, ai lavoratori lucani, con una riserva per i lavoratori in mobilità. L’assessore Vincenzo Viti dovrebbe semplicemente convocare l'organismo e provvedere. Se questo non avviene la maggioranza degli assunti verranno da fuori regione nonostente gli annunci di attività formative e promozione dell'apprendistato.
*Presidente Csres
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IL fermo e articolato richiamo del movimento sindacale  per la definizione del Piano del lavoro e di altre misure urgenti a fronte dell'aggravarsi della situazione occupazionale in Basilicata rappresenta una ulteriore e definitiva sollecitazione alla Giunta Regionale  perché si occupi concretamente di lavoro e reddito ai cittadini. Da molto tempo si parla di attuazione delle misure collegate al “Patto di sistema 2012” mentre si accumulano ritardi nella erogazione degli incentivi da parte di Basilicata Sviluppo anche per le farraginose pratiche e l'ostilita' del sistema bancario. Mentre il Piano del Lavoro e' in  gestazione, diverse decine di milioni di euro restano nelle casse per produrre solo interessi per l'azienda regionale. Nel contempo Basilicata innovazione, con alcuni milioni in dote, nell'ambito di iniziative molto fantasiose, attua un progetto per aumentare la realtà per farla percepirla meglio. Vogliamo contribuire alla conoscenza della situazione. Secondi i dati dell'Osservatorio Regionale  del lavoro nel 2010 sono cessati 18 mila posti di lavoro, nel 2011  18.748 e nel  2012 sono terminati 24.005 rapporti di lavoro. Questa la situzione che non e' stata sostanzialmente modificata dai nuovi avviamenti e dalle attivita' delle strutture impegnate nella promozione della occupazione. Particolarmente significativa e' lo stato del mercato del lavoro della Val d'Agri nonostante il progetto speciale e quanto previsto per il centro oli di Viaggiano e Tempa Rossa . Dei 5372 avviamenti del 2012 solo  111 sono delle attivita' manifatturiere e complessivamente 848 a  tempo indeterminato  dei quali solo 77 dell'industria manifatturiera. 3686 le cessazioni dei rapporti. Per l'apprendistato sono stati avviati 62 apprendisti  mentre ne sono cessati 63. Dopo il contratto di sito occorre che la Commissione Tripartita approvi urgentemente, per le assunzioni nell'area previsti nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, una delibera che assicuri una quota rilevante, attorno all'ottanta per cento, così come avvenuto per la Fiat di Melfi, ai lavoratori lucani, con una riserva per i lavoratori in mobilità. L’assessore Vincenzo Viti dovrebbe semplicemente convocare l'organismo e provvedere. Se questo non avviene la maggioranza degli assunti verranno da fuori regione nonostente gli annunci di attività formative e promozione dell'apprendistato.

 

*Presidente Csres

 

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