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Uomo di Bondi tra i contatti degli Iamonte
Il clan puntava sull'assistente dell'ex ministro

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Giovanni Tripodi, classe 1971, «è risultato essere il personaggio di punta dell’impresa che, sulla scorta delle direttive impartite dai boss, decide quale ditta debba aggiudicarsi i lavori». Tripodi è accreditato bene a casa Iamonte, suo fratello è fidanzato con una parente del capocosca. La “Fra,Ve.Sa. Srl”, la sua impresa, fa razzia di appalti grazie alla «spasmodica ricerca e frequentazione di amicizie influenti che Tripodi vanta tra esponenti del panorama politico nazionale». Dopo aver conquistato tutto il conquistabile a Melito Porto Salvo, Tripodi si concentra su nuovi interessi a Roma, nella Capitale, dove la sua azienda ha una sede.La continua ricerca di un idoneo “aggancio politico” rappresenta «una costante nell'azione imprenditoriale della cosca Iamonte». E ad aprile 2008, iniziano i «contatti con alcune personalità politiche del centrodestra le quali risultano aver loro indicato i personaggi politici locali cui fare riferimento». I rapporti che la cosca ha instaurato con esponenti del panorama politico nazionale sono maturati in seno all’Ordine Ecumenico Ospedaliero di San Giovanni Cavalieri di Malta cui sono risultati associati Giovanni Tripodi, Natale Iamonte e Alberto Daniele Pizzicheni. Proprio Pizzicheni, organizza per Tripodi un incontro romano particolarmente importante. Una riunione con Petros Iossif presso la sede di Roma dell’Ordine Ecumenico Ospedaliero di San Giovanni Cavalieri di Malta. Iossif, secondo l’inchiesta sarebbe l’uomo che mette in contatto gli Iamonte con Giuseppe Bono, assistente politico dell’onorevole Sandro Bondi (…allora ascolta...ti do l’indirizzo dove dovete andare.. senza che stai a venire fino a Roma... dì a Natale di scrivere... dottor Bono... Bono...assistente politico...dell’onorevole Sandro Bondi... ...via Umiltà del...trentasei...Umiltà trenta...numero trentasei...). Iossif fornisce anche un indirizzo a cui presentarsi. E corrisponde alla sede del Pdl, all’epoca dei fatti Forza Italia, «che annovera nell’organico proprio Giuseppe Bono».

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