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Rifiuti, 30mila tonnellate sulle strade calabresi
Bloccato il decreto. E spunta un "contropiano"

Calabria

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CATANZARO - L’emergenza rifiuti esplode. Il report, arrivato a Palazzo Alemanni stamattina, conta 30mila tonnellate di spazzatura rimasti per strada. Intanto la riunione tenutasi oggi a Catanzaro non è stata risolutiva, il presidente della giunta regionale, Giuseppe Scopelliti ha deciso di chiedere un documento suppletivo prima di firmare il decreto che trasferisce in discarica il rifiuto tal quale. «In realtà non ci sono alternative - dice l’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pugliano - e la legge, in caso di necessità consente questo tipo di provvedimento, mi riferisco all’articolo 191 della legge 153 del 2006. Ad oggi la discarica di Pianopoli è chiusa e riaprirà da qui a una decina di giorni e ogni giorno restano fuori dagli impianti di trituramento 800 tonnellate di spazzatura. Se non è necessità questa...». 

Intanto i sindacati, Cisl, Cigli e Uil, la Legacoop, Confocoperative e Legautonomie sono pronti a presentare un piano alternativo a quello della Regione. «Una sorta di contropiano dei rifiuti – scrivono – con proposte concrete e obiettivi da raggiungere, che sarà presentato alla stampa il prossimo 10 maggio a Lamezia. Da un quindicennio la gestione dei rifiuti in Calabria è impostata nella modalità «emergenza permanente». Tra le priorità individuate dal contropiano dei rifiuti, una legge regionale per il riordino del sistema impiantistico che definisca regole di trasparenza e legalità nell’assegnazione degli appalti alle società di gestione, il varo di un sistema di raccolta porta a porta che punti sul recupero della frazione umida e degli imballaggi domestici, fondi per la prevenzione della produzione di rifiuti, più investimenti per gli impianti di compostaggio, l’introduzione di una ecotassa regionale per lo smaltimento dei rifiuti in discarica che premi comuni e cittadini virtuosi, la bonifica dei siti contaminati. «Il tutto - conclude la nota di sindacati  – alzando l’asticella della raccolta differenziata al 50%, obiettivo minimo previsto dalle norme nazionali e totalmente ignorato nella politica dei rifiuti della Regione Calabria». Pugliano contrattacca: «Ci dicano dove dobbiamo mettere 30mila tonnellate di rifiuti adesso e lo facciamo».

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