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Eolico, salviamo i Sassi
dalle pale di Zefiro

Basilicata

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MATERA - Quelle pale per la produzione di energia elettrica in localita “Matine”, a tre chilometri da un’area riconosciuta come patrimonio dell’Umanità, sembrano davvero non piacere a nessuno.

Tra i principali oppositori alla realizzazione di un mega parco del vento, formato da ben quindici aerogeneratori, c’è Pierfrancesco Pellecchia, presidente dell’Ente Parco della Murgia materana, che era già sul piede di guerra, ben prima della diffusione della notizia. Infatti, già domani, il direttivo dell’Ente Parco delibererà la decisione di procedere con il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro le irregolarità compiute nell’iter decisionale.

«L’impianto eolico -spiega Pellecchia sentito dal Quotidiano- dovrebbe sorgere a circa tre chilometri dal confine del Parco della Murgia; una distanza apparentemente apprezzabile, ma che diventa quasi nulla se si pensa all’impatto visivo delle pale, in assenza di ostacoli naturali. Un gravissimo danno all’immagine del Parco. -dice senza mezzi termini il presidente- Io personalmente sono contrario ai Parchi eolici, ma qui si configura uno scempio all’intero areale; un problema serio per tutti, a cominiciare dai cittadini, per finire ai turisti ed agli appassionati del Parco. Tutti coloro che vogliono bene al nostro territorio, ne saranno toccati».

Pellecchia pone anche la questione dell’iter adottato dalla Regione per giungere a questa determinazione.

«Qualcuno dovrebbe spiegarci -prosegue il presidente dell’Ente Parco- perchè la Regione non ha ritenuto opportuno coinvolgerci, facendoci partecipare alla Conferenza di servizio, se non altro con parere consultivo sull’incidenza ambientale del progetto.

Eppure noi lavoriamo in base ad un Piano di gestione, una sorta di strumento regolatore, che disciplina tutte le attività da svolgere nel Parco, comprese quelle da non svolgere. Ebbene, nell’ambito di questo piano, sono state individuate delle aree cosiddette di “Buffer”, che si estendono circolarmente fino a cinque chilometri dal confine. In pratica, in quell’area sarebbero interdette tutte le attività che vanno ad impattare con l’ambiente del Parco. Allora, perchè la Regione non ha rispettato questo regolamento?». Questo potrebbe essere già un valido appiglio in sede di ricorso. «Questo per quanto attiene al profilo strettamente amministrativo -prosegue Pellecchia nella sua disamina- poi c’è l’aspetto relativo alla valutazione di incidenza ambientale, perchè ci devono spiegare come si può coniugare la presenza di pale eoliche con il volo di alcune specie protette di uccelli, che oggi il Parco contribuisce a preservare. Da un lato ci dicono di custodire l’avifauna, dall’altro ci mettono il parco eolico, senza neppure coinvolgerci nella scelta».

Un po' come sta avvenendo con le trivelle nel mar Jonio, dove si investe sul turismo e poi si autorizzano i sondaggi petroliferi.

«Se non passano questi criteri di tutela -conclude Pellecchia- andremo avanti per evitare danni al nostro Parco che, lo ricordiamo, è patrimonio Unesco, Zona a protezione speciale (Zps) e Sito di interesse comunitario (Sic). Si parla di Matera 2019, ma la città per quella data potrebbe essere circondata da pale eoliche, sa che bel vedere».

a.corrado@luedi.it

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