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Figliopoli transuniversitaria
Contratti solo per i beninformati

Basilicata

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POTENZA - Altri 5 medici specializzandi a spese della Regione. A oggi il bollettino ufficiale ancora non lo dice e i termini per presentare domanda o sono già scaduti o scadranno a breve. Insomma il "rischio" è che ad aggiudicarseli siano ancora una volta soltanto i beninformati come la figlia di Giovanni Corrado, ex direttore amministrativo del Crob di Rionero, l'ultimo padre celebre di uno specializzando lucano "doc" 2011/2012, dopo quelli scoperti nei giorni scorsi.

Se è mai esistita sul serio una «valutazione "a monte" dei fabbisogni e delle specialità carenti» nel sistema sanitario lucano, individuati nella delibera dello scorso 24 maggio sui contratti di formazione aggiuntiviper il 2012/2013, a distanza di poco meno di un mese dev'essere stata travolta. A riprova, ove necessario, dei dubbi in proposito avanzati dall'Ordine dei medici di Potenza. Infatti la giunta regionale è dovuta tornare sui suoi passi, rimettendo mano al portafogli. Così al costo di "soli" 640mila euro di qui a 5 anni il sistema sanitario lucano potrà avvalersi delle professionalità di un cardiologo, un oftalmologo, un neurologo, un pediatra e un fisiatra, di cui nessuno fino a 10 giorni fa sembrava sentire la mancanza. D'altra parte se il dato statistico dell'anno passato sarà confermato due e mezzo di loro saranno del posto, e con un pedigree sanitario-politico di rilievo, perciò negli ambienti che contano ci sarà di che festeggiare. Basta solo attendere di vedere le graduatorie che per metà luglio dovrebbero essere pubblicate.

Sì perché ad oggi se ci fosse qualcuno interessato a cogliere l'occasione di concorrere per un posto in più nei corsi di specializzazione prescelti non può più farlo. Infatti a parte che per uno in malattie dell'apparato cardiovascolare all'ospedale San Raffaele di Milano, i termini per presentare le domande sono già scaduti. In un caso addirittura cinque giorni prima della delibera della giunta regionale, dato che il bando scadeva il 14 e la delibera è del 18.     

Inutile cercarne traccia sul bollettino ufficiale della Regione anche nel numero pubblicato due giorni dopo, cioè una settimana fa. Ma questo è un'altro aspetto di tutta la faccenda degli specializzandi lucani che merita di essere approfondito. Specie dopo che un giovane camice bianco se l'è presa con l'Ordine di Potenza perché la denuncia/comunicazione agli iscritti sulla delibera precedente, quella del 24 maggio per i primi 15  contratti di formazione aggiuntiva (costo crca 3milioni e mezzo di euro) gli era arrivata tardi, quando il bando per 3 posti "regionali" da sommare ai 3 ministeriali in radiodiagnostica all'Università di Foggia era già bello che scaduto. 

«Quella delibera è stato un atto autonomo della giunta, mai passato per le commissioni del Consigio regionale, né per gli uffici dell'Ordine». Così ha voluto replicare Enrico Mazzeo, presidente dell'Ordine nonché consigliere regionale. «Ne ho potuto avere contezza solo dopo la pubblicazione e a stretto giro è partita la comunicazione, come avvenuto negli anni passati. Nemmeno le scadenze dei vari bandi sono a conoscenza agli ordini. Perciò resto convinto che la migliore garanzia possibile sia quella della trasparenza degli atti e di un'informazione completa e più larga possibile. Addebitare all’Ordine un ritardo, addirittura strumentale, non è corretto e fuorviante rispetto alla realtà dei fatti. Serve superare procedure poco pubblicizzate rispetto alla portata degli interessi in campo: il metodo utilizzato dalla giunta regionale, ancora una volta, favorisce i pochi e non sempre riesce a tutelare i meritevoli».

La tempistica gli dà ragione. In effetti la sua comunicazione è del 17 giugno, appena un giorno dopo la pubblicazione sul bollettino ufficiale. Ma nessuno si illuda: pubblicazione «per estratto», ha deciso la giunta. Perciò se qualcuno crede di trovare sul Bur le indicazioni sui posti, le facoltà e le scuole selezionate, per decidere di fare domanda dove la graduatoria dei vincitori sarà più lunga, lasci stare. «Deliberazione della giunta regionale 24 maggio 2013, n. 593. Contratti di Formazione Specialistica aggiuntivi per la Formazione Medico Specialistica A.A. 2012/2013». Questa la sintesi dell'ufficio Comunicazione istituzionale e relazioni con il pubblico della Regione diretto da Donato Pace, un esterno chiamato all'uopo vista la complessità della materia. Alla faccia della trasparenza.

E non è finita. Verrebbe da chiedersi perché la delibera di giunta precedente, numero 592 datata sempre 24 maggio, è stata pubblicata solo una settimana dopo nel bur del 1 giugno? Così come altre del 24 maggio sono finite nel numero pubblicato il 3 giugno, persino con la numerazione superiore alla 593, quindi successive. Quel giorno scadevano i termini per presentare le domande al Campus biomedico di Roma. "Piombo" anche il numero del 7 giugno quando scadeva il bando alla Federico II di Napoli. Poi sono scaduti tutti gli altri. Il 21 in particolare, appena 5 giorni dopo la pubblicazione del titolo della delibera sul Bur, quelli per la Cattolica di Roma e l'Università di Bari-Foggia dove la giunta regionale ha opzionato ben 9 posti aggiuntivi.

Ecco perché viene il sospetto che ad essere avvantaggiati saranno i soliti in grado di accedere a informazioni privilegiate. Almeno l'anno scorso è andata a finire così con ben 7 lucani piazzati nelle graduatorie degli atenei di tutta Italia dove sono stati sparsi i 12 contratti finanziati da via Verrastro. Oltre ogni statistica ragionevole sulle provenienze dei candidati. E tra questi la figlia di Domenico Maroscia, primario del San Carlo di Potenza nonché segretario del forum regionale del Pd sulla sanità, quella di Luciano Corazza primario del Madonna delle Grazie di Matera, quello del defunto militante a cui hanno intitolato la sezione del Pd di Palazzo San Gervasio e la simpatizzante dell'assessore di Lauria. Tutti piazzati in coda a beneficiare del finanziamento elargito dalle casse regionali a parte il figlio del sindaco del Pd Di Trani che avrebbe avuto accesso comunque a una borsa ministeriale. Uno solo su sette. Questo è quello che raccontano i numeri.

l.amato@luedi.it

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