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La rivolta dei sindaci di serie B
In 11 esclusi dal tavolo con Total

Basilicata

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POTENZA - Esclusi dal tavolo sull’occupazione di Regione e Total in 11 sindaci “petroliferi” si sono auto-organizzati, riuscendo a tirare dalla loro anche uno dei 3 “preferiti”. Quelli allora per tutta risposta hanno snobbato il loro incontro auto-gestito, ma nel giro di due giorni - cioè ieri - è arrivata la controreplica: una nota, e la protesta della “Quinta colonna” di Armento davanti agli uffici della multinazionale francese oltre i confini della vicina Guardia Perticara.

Dopo lo scontro inaudito con le organizzazioni di categoria, si apre un’altro fronte nella “vertenza” Tempa Rossa, il programma di estrazioni nella Valle del Sauro per cui un anno fa la compagnia d’oltralpe che detiene la maggioranza della concessione ha deliberato un piano d’investimenti da oltre un miliardo e mezzo di euro. Soldi finiti lontano dalla Basilicata, denunciano da tempo i sindacati e gli amministratori locali, a cui non è sfuggito come tutte le principali commesse siano state aggiudicate a ditte sconosciute a queste latitudini.

La ribellione dei sindaci di Accettura, Aliano, Anzi, Armento, Castelmezzano, Cirigliano, Gorgoglione, Laurenzana, Missanello, Pietrapertosa e Stigliano, tutti paesi rientranti nell’area interessata dalle estrazioni previste dalla  concessione Tempa Rossa, ricorda da vicino quanto avvenuto in autunno in Val d’Agri quando 6 primi cittadini hanno minacciato di dimettersi se non ci fosse stata una ripartizione più equa delle royalties del petrolio estratto dall’Eni.

Due settimane fa in una riunione a Gorgoglione avevano deciso di convocare per lunedì scorso un incontro con la presenza della Regione Basilicata, della Total e delle Segreterie Regionali dei Sindacati Cgil-Cisl-Uil, riguardo ai lavori in corso ed alla ormai prossima attività di estrazione. Ma alla fine non hanno potuto far altro che prendere atto «con rammarico» dell’assenza di Regione e Total. Ne è uscito un documento con alcuni punti di rivendicazione diffuso nella giornata di ieri dal primo cittadino di Anzi Giovanni Petruzzi, a lungo al fianco di Antonio Luongo nei Ds, in cui si parla di «sviluppo economico armonico e complessivo del comprensorio su cui ricade il Progetto Tempa Rossa (e non soltanto di alcuni Comuni)». Poi «una ricaduta occupazionale diffusa sul territorio della concessione». Infine l’individuazione del “bianco” ambientale su cui parametrare in futuro l’impatto delle estrazioni e delle attività del centro oli in costruzioni a Corleto Perticara, dove l’ammistrazione è retta da una defilippiana doc come Rosaria Vicino.

In altri termini: «un nuovo modello di “concertazione” con e tra gli “attori” locali», che stigmatizzi quanto avvenuto lo scorso 29 aprile quando a Potenza si sono incontrati l’assessore regionale alle attività produttive Marcello Pittella, i responsabili di Total, i sindacati e i comuni di Corleto, Guardia e Gorgoglione. Motivo per cui i nuovi sindaci ribelli rivendicano «che la “platea istituzionale” di discussione con Total venga allargata, in tempi brevissimi».

Al centro c’è l’idea che «l’utilizzo e l’impiego di manodopera locale (intesa sia in termini di unità lavorative che di imprese) sui cantieri di preparazione del sito» vada visto in un’ottica di «equità» reclutando sì dai territori dove insistono «direttamente le attività petrolifere (quali ad esempio Corleto e Guardia)» ma in numero «seppur minore» anche dagli altri comuni della concessione. In previsione dell’avvio a “a regime” degli impianti i sindaci insistono per la formazione di personale specializzato tra i giovani del posto, un piano per lo sviluppo dell’imprenditoria locale «con agevolazioni finanziarie e assistenza per chi intende intraprendere un’attività di lavoro autonomo», e «investimenti economico-produttivi in tutta l’area della concessione».

 

Quanto facciano sul serio si è capito già ieri mattina, quando da Armento una ventina di disoccupati del comitato “Quinta colonna” hanno sconfinato nella vicina - e ricca - Guardia Perticara  per protestare davanti agli uffici della Total. Loro pozzi non ne hanno, ma strade attraversate in continuo dai mezzi all’opera nell’area delle trivelle sì perciò sono stufi di essere considerati di serie B. Basti pensare anche ai contributi per gli “eventi promozionali” finanziati da Total come “compensazione ambientale” secondo gli accordi del 2006. In teoria dovrebbe beneficiarne l’intera regione ma anche quest’anno il grosso finirà soltanto in tre comuni (vedi articolo sotto). Quali? Nemmeno a dirlo: Corleto, Guardia e Gorgoglione. Ormai in Regione altri progetti non se ne presentano nemmeno più.

l.amato@luedi.it

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