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Petrolio: l'inchiesta e la trattativa
Lui, lei e lady supermanager

Basilicata

Tempo di lettura: 
8 minuti 40 secondi

 

di LEO AMATO
POTENZA - Lui è uno storico fornitore dell’Eni in Basilicata. Lei, la moglie del capo del dipartimento Ambiente. Ma c’è anche un’altra illustre signora in società, ed è l’anello di congiunzione tra Viggiano e il top management della compagnia del cane a sei zampe. Inteso Viggiano come Donato, il dirigente regionale, e pure il Centro oli della Val d’Agri.
Era in affari con Pasquale Criscuolo e la compagna di Sergio Polito, Grazia Panetta, l’insegnante di matematica del liceo classico di Pisticci catapultata nel mondo del business e delle trivelle un mese dopo la nomina del marito ai vertici dell’amministrazione dell’unica regione petrolifera d’Italia. Sono loro, assieme a Caterina Capodiferro di Castelsaraceno (già nel gruppo Criscuolo dal 2001), i soci fondatori della Mediterranea Ingegneria, nata a giugno del 2010 e arrivata nel giro di un anno e mezzo nel gotha delle ditte più quotate dell’indotto petrolifero locale e non. Un’ascesa irresistibile, tanto da guadagnarsi una commessa persino nella progettazione dei lavori di «ammodernamento e miglioramento delle performance produttive» del Centro oli della Val d’Agri. Autorizzati dalla giunta regionale a giugno del 2011 su proposta del dipartimento Ambiente. Col parere favorevole del comitato tecnico regionale presieduto proprio da Donato Viggiano. Due mesi dopo che la stessa giunta aveva concesso all’infrastruttura fondamentale per le estrazioni in Val d’Agri la tanto attesa Autorizzazione integrata ambientale. 
Chi è Pasquale Criscuolo, l’amministratore delegato, lo spiega bene www.eni.com, nella sezione dedicata alla Basilicata sotto la voce: “testimonianze”. «Un’impresa locale che ha saputo crescere e adattarsi alle richieste dei big player presenti sul territorio». Così gli esperti di comunicazione della compagnia di San Donato introducono l’intervista al 55enne originario di Polla ma da tempo residente nel comune di Viggiano, manager del Criscuolo Group (F.lli Criscuolo, Criscuolo Eco Petrol service, Consorzio Miva, Tesal, Outsourcing, Tecnologia & Ambiente, Cori). «50 dipendenti e un fatturato a sei zeri». Ma soprattutto: «la dimostrazione di come la programmazione e la lungimiranza imprenditoriale possano costituire il vero capitale a disposizione delle aziende che operano nell’indotto petrolifero».
 Insomma un testimonial, più che un testimone. Come la direttrice di “Assoil School: Advanced Skills for Service in Oil and Gas Industry School” (nella stessa sezione di “www.eni.com”), l’associazione nata nel gennaio 2011 su iniziativa del capo del settore Beni e Servizi di Assomineraria Sergio Polito, e 16 imprese sue associate. Tra queste, manco a dirlo, Criscuolo Eco-Petrol Service, Mediterranea Ingegneria e la ditta che ha affidato a quest’ultima la commessa per la progettazione dei lavori al Centro oli, Cosmi spa della famiglia Resca, così inserita nel sistema Eni, da esprimere persino un membro del consiglio d’amministrazione guidato da Giuseppe Recci e Paolo Scaroni. Pasquale Criscuolo, dal canto suo, risulta soltanto membro del consiglio direttivo di Assoil, che offre percorsi di formazione e riqualificazione per il personale delle ditte dell’indotto petrolifero. Ma siede anche nel consiglio di Beni e Servizi di Assomineria, presieduto da Sergio Polito, mentre è in società nella Mediterranea Ingegneria con la sua consorte Palma Augusto.        
Ma chi è Sergio Polito? Da giugno dell’anno scorso il 64enne ingegnere originario di Salerno risulta consulente capo per il business upsteam (gli affari legati alle estrazioni di oil e gas, ndr) di Maire Tecnimont spa e amministratore delegato della controllata Met Newen. In Basilicata Maire Tecnimont non è un nome del tutto sconosciuto, dato che ad aprile dell’anno scorso Total le ha aggiudicato la commessa da 500milioni di euro per la realizzazione del Centro oli Tempa Rossa di Corleto. All’epoca della nascita della Mediterranea ingegneria, però, Polito era ancora presidente di Stogit, società di Snam attiva nello stoccaggio del gas naturale. Mentre in precedenza era stato per 20 mesi amministratore delegato di Syndial, società al 100% di Eni impegnata nei servizi di bonifica e risanamento ambientale, e per 3 anni direttore operativo dell’ufficio globale fornitori della compagnia del cane a sei zampe, dopo una lunga carriera in Saipem dove ha ricoperto anche l’incarico di direttore generale. La signora Palma? Una figura spesso al suo fianco, ma mai in grado di oscurare il suo astro. Fino all’arrivo in Val d’Agri, e l’incontro con Criscuolo e la professoressa Panetta. 
Carriere lampanti, affari e giri societari complessi dietro i lavori di «ammodernamento» del Centro oli, che in realtà, secondo quando spiega Eni nel suo Local report Basilicata 2012 avrebbero incluso anche alcune opere di «potenziamento» nell’ottica dell’aumento delle estrazioni in Val d’Agri. L’accordo con la Regione non c’è ancora, ma qualcuno avrebbe pensato bene di portarsi avanti lo stesso, sfruttando le giornate di fermo dell’impianto per le operazioni autorizzate. Tutte circostanze ormai al vaglio degli investigatori della Finanza.   

POTENZA - Lui è uno storico fornitore dell’Eni in Basilicata. Lei, la moglie del capo del dipartimento Ambiente. Ma c’è anche un’altra illustre signora in società, ed è l’anello di congiunzione tra Viggiano e il top management della compagnia del cane a sei zampe. Inteso Viggiano come Donato, il dirigente regionale, e pure il Centro oli della Val d’Agri.

 

Era in affari con Pasquale Criscuolo e la compagna di Sergio Polito, Grazia Panetta, l’insegnante di matematica del liceo classico di Pisticci catapultata nel mondo del business e delle trivelle un mese dopo la nomina del marito ai vertici dell’amministrazione dell’unica regione petrolifera d’Italia. Sono loro, assieme a Caterina Capodiferro di Castelsaraceno (già nel gruppo Criscuolo dal 2001), i soci fondatori della Mediterranea Ingegneria, nata a giugno del 2010 e arrivata nel giro di un anno e mezzo nel gotha delle ditte più quotate dell’indotto petrolifero locale e non. Un’ascesa irresistibile, tanto da guadagnarsi una commessa persino nella progettazione dei lavori di «ammodernamento e miglioramento delle performance produttive» del Centro oli della Val d’Agri. Autorizzati dalla giunta regionale a giugno del 2011 su proposta del dipartimento Ambiente. Col parere favorevole del comitato tecnico regionale presieduto proprio da Donato Viggiano.Due mesi dopo che la stessa giunta aveva concesso all’infrastruttura fondamentale per le estrazioni in Val d’Agri la tanto attesa Autorizzazione integrata ambientale. 

Chi è Pasquale Criscuolo, l’amministratore delegato, lo spiega bene www.eni.com, nella sezione dedicata alla Basilicata sotto la voce: “testimonianze”. «Un’impresa locale che ha saputo crescere e adattarsi alle richieste dei big player presenti sul territorio». Così gli esperti di comunicazione della compagnia di San Donato introducono l’intervista al 55enne originario di Polla ma da tempo residente nel comune di Viggiano, manager del Criscuolo Group (F.lli Criscuolo, Criscuolo Eco Petrol service, Consorzio Miva, Tesal, Outsourcing, Tecnologia & Ambiente, Cori). «50 dipendenti e un fatturato a sei zeri». Ma soprattutto: «la dimostrazione di come la programmazione e la lungimiranza imprenditoriale possano costituire il vero capitale a disposizione delle aziende che operano nell’indotto petrolifero». 

Insomma un testimonial, più che un testimone. Come la direttrice di “Assoil School: Advanced Skills for Service in Oil and Gas Industry School” (nella stessa sezione di “www.eni.com”), l’associazione nata nel gennaio 2011 su iniziativa del capo del settore Beni e Servizi di Assomineraria Sergio Polito, e di 16 imprese del settore. Tra queste, manco a dirlo, Criscuolo Eco-Petrol Service, Mediterranea Ingegneria e la ditta che ha affidato a quest’ultima la commessa per la progettazione dei lavori al Centro oli, Cosmi spa della famiglia Resca, così inserita nel sistema Eni, da esprimere persino un membro del consiglio d’amministrazione guidato da Giuseppe Recci e Paolo Scaroni. Pasquale Criscuolo, dal canto suo, risulta membro del consiglio direttivo di Assoil, che offre percorsi di formazione e riqualificazione per il personale delle ditte dell’indotto petrolifero. Ma siede anche nel consiglio di Beni e Servizi di Assomineria, presieduto da Sergio Polito, mentre è in società nella Mediterranea Ingegneria con la sua consorte Palma Augusto.        

Ma chi è Sergio Polito? Da giugno dell’anno scorso il 64enne ingegnere originario di Salerno risulta consulente capo per il business upsteam (gli affari legati alle estrazioni di oil e gas, ndr) di Maire Tecnimont spa e amministratore delegato della controllata Met Newen. In Basilicata Maire Tecnimont non è un nome del tutto sconosciuto, dato che ad aprile dell’anno scorso Total le ha aggiudicato la commessa da 500milioni di euro per la realizzazione del Centro oli Tempa Rossa di Corleto. All’epoca della nascita della Mediterranea ingegneria, però, Polito era ancora presidente di Stogit, società di Snam attiva nello stoccaggio del gas naturale. Mentre in precedenza era stato per 20 mesi amministratore delegato di Syndial, società al 100% di Eni impegnata nei servizi di bonifica e risanamento ambientale, e per 3 anni direttore operativo dell’ufficio globale fornitori della compagnia del cane a sei zampe, dopo una lunga carriera in Saipem dove ha ricoperto anche l’incarico di direttore generale. 

La signora Palma? Una figura spesso al suo fianco, ma mai in grado di oscurare il suo astro. Fino all’arrivo in Val d’Agri, e l’incontro con Criscuolo e la professoressa Panetta. Carriere lampanti, affari e giri societari complessi dietro i lavori di «ammodernamento» del Centro oli, che in realtà, secondo quando spiega Eni nel suo Local report Basilicata 2012 avrebbero incluso anche alcune opere di «potenziamento» nell’ottica dell’aumento delle estrazioni in Val d’Agri.

 L’accordo con la Regione non c’è ancora, ma qualcuno avrebbe pensato bene di portarsi avanti lo stesso, sfruttando le giornate di fermo dell’impianto per le operazioni autorizzate. Tutte circostanze ormai al vaglio degli investigatori della Finanza.  

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