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Petrolio, unire le Valli nella battaglia
I sindaci pensano al ricorso al Tar contro la Regione

Basilicata

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11 minuti 36 secondi

 

di ROSANGELA PEPE
SPINOSO –  Si incontreranno l’11 settembre prossimo i sindaci “ribelli” della Val d’Agri. Lo faranno con un manifesto programmatico, una sorta di carta di intenti che sarà anche una “chiamata alle armi”. L’intento è quello di “democraticizzare” la risorsa petrolio, trasformare la gestione verticistica delle royalties in un sistema di distribuzione orizzontale del denaro.
Se il petrolio è una risorsa lucana, allora ne devono beneficiare tutti. E per fare questo c’è bisogno di un fronte compatto, larghissimo e soprattutto cosciente. Ieri all’incontro di Spinoso, la “fase due” del progetto dei sindaci “ribelli” si è manifestata quasi al completo. Non è la battaglia di una valle, di un gruppo di paesi, è una battaglia lucana, che guarda a tutti quei Comuni che nel corso degli anni hanno chiesto un’equa distribuzione del petrolio. 
Dopo le dichiarazioni del presidente di Nomisma Energia, di togliere «le royalties agli enti locali che le interpretano come compensazioni per un danno che in realtà non esiste»  e sul «raddoppio del’’estrazione», sale la preoccupazione tra i sindaci dell’Alta e Medio Agri e si fa fronte comune anche con il materano. Infatti «l’unione fa la forza» è stata in qualche modo la parola chiave  circolata nei diversi interventi susseguiti nell’incontro, convocato d’urgenza dai sindaci Vincenzo Vertunni, Mario Di Sanzo, Michele Grieco, Cesare Marte, Pasquale De Luise e Ugo Salera, rispettivamente amministratori di Grumento Nova, Montemurro, Sarconi, Spinoso, Paterno e Tramutola. Questa volta però a dare man forte alla riunione erano presenti nella sala conferenze della chiesa madre del centro spinosese, altri amministratori del Medio Agri, del Melandro e del Materano.
E questa presenza non è solamente “di facciata”. L’obiettivo finale dei sindaci è quello di creare un fronte unico che unisca le valli Camastra, Basento e Agri, aggiungendo anche Tito. A settembre saranno molti di più i sindaci “ribelli”. Primi cittadini che cercheranno di smentire le voci politiche che vedono l’ennesima protesta come un timido tentativo di rimettere nei ranghi una politica regionale un po’ addormentata. 
Nel programma non c’è soltanto «petrolio» e «distribuzione delle royalties». C’è da guardare anche «Al sistema di assunzioni interessati dalle attività estrattive e questione ambientale». per fare questo c’è bisogno di «trovare un percorso comune con  tutti». Ad aprire il dibattito – confronto e a  dare un quadro generale della situazione è stato il sindaco di Spinoso, De Luise che fra un intervento e l’altro ha puntualizzato la preoccupazione e la rabbia verso una condizione che da anni imperversa nel territorio della Val d’Agri e «stanchi di  affidare le loro istanze a delegati che in questi anni hanno dimostrato  poco interesse o, nella migliore delle ipotesi, scarsa incisività nel rappresentare, prima di qualsiasi altra cosa, le esigenze  collettive e prioritarie della popolazione valligiana». Principio fondamentale per il sindaco di San Chirico Raparo, Claudio Borneo che le «royalties debbono rimanere alla Regione Basilicata, è fondamentale» e bisogna – dice -  «fare un fronte compatto per tornare a fare forme di protesta unitaria». ma per fare questo bisogna avere le idee chiare. La prima operazione da attuare per Borneo «è fare unione non solo sugli interessi della Val d’Agri»; seconda azione ipotizzata, «un ricorso al Tar contro la Regione Basilicata per l’utilizzo delle royalties, destinate alla Val d’Agri – in riferimento alla legge 40 per compensazione ambientale -  per tutto tranne per le finalità stabilita nella normativa. La Regione  - solleva Borneo - deve fare dei tagli, non deve pensare che con le royalties risolva tutto. Anche perché sono oltre tre anni che i sindaci del Programma Operativo non usufruiscono della ripartizione delle risorse proveniente dall’attività estrattiva». Sulla stessa lunghezza d’onda il Sindaco di Paterno, Grieco che ha ripreso la legge 40, indicandone la  necessità di «una pianificazione dell’utilizzo delle royalties». Punto di partenza e motivo di unione. «Bisogna mettere in piedi una piattaforma di rivendicazione – ha evidenziato - che guardi sia alla questione ambientale che a quella occupazionale. Ma abbiamo bisogno anche di una politica che sia capace di dare risposte su questo». Ambiente, salute e lavoro ma anche un capovolgimento  della questione  del «decentramento e dello snellimento burocratico». «Per chiedere un parere alla Regione  - ha aggiunto Grieco - devo fare la via crucis. Molte funzione devo essere decentrate ai comuni. Bisogna capovolgere questa situazione».
Per il primo cittadino di Sarconi, Cesare Marte la richiesta è «che ci sia un ritorno concreto alle popolazioni. Bisogna cambiare – ha spiegato -  tendenza. Oggi non è la prima riunione ma l’ultima di tante altre. All’inizio il tema del petrolio era tabù ora tutti ne parlano volentieri. Il problema lo dobbiamo centrare non solo nell’erogazione delle royalties, ma nella questione ambientale e della salute». La conclusione «ci dobbiamo sacrificare però da questo sacrificio qualcosa ritorni perché le scelte fatte fino ad oggi non ci hanno soddisfatto». Riprende la faccenda dell’utilizzo e dello spreco delle royalties il sindaco di Pisticci,  Di Trani, facendo riferimento al comune di Viggiano e al concerto dei Pooh nonostante la smentita del manager sui 200mila euro. «Tanta gente – solleva -  non riesce a sbarcare il lunario, la contraddizione deve essere superata». «Estraggono il petrolio, ci prendono la ricchezza – ha commentato -  e le infrastrutture non vengono realizzate. Sinnica, ospedali – soppressione di pronto soccorso – e tanto altro.  Questo è il modo di fare della politica e delle clientele a discapito della gente». 
«Siamo disposti ad accettare l’aumento estrattivo? E’ stato l’interrogativo posto dal primo cittadino di Sant’Arcangelo, Esposito. «Se dobbiamo fare lotta comune i benefici devono essere regionali. Discutere come soggetto politico territoriale, attenersi a temi ambientali e occupazionali. Dobbiamo stare insieme e dire no alle compagne petrolifere per l’aumento di produzione». Un no all’aumento della produzione anche da parte del Sindaco del centro grumentino, Vertunni che ha sottolineato come «l’argomento petrolio si estende a macchio d’olio. Ed è l’elemento denaro che crea discordia. Quello che c’è, è sufficiente. Bisogna – ha chiosato -  prendere una posizione netta e precisa». 

SPINOSO –  Si incontreranno l’11 settembre prossimo i sindaci “ribelli” della Val d’Agri. Lo faranno con un manifesto programmatico, una sorta di carta di intenti che sarà anche una “chiamata alle armi”. 

 

L’intento è quello di “democraticizzare” la risorsa petrolio, trasformare la gestione verticistica delle royalties in un sistema di distribuzione orizzontale del denaro.Se il petrolio è una risorsa lucana, allora ne devono beneficiare tutti. E per fare questo c’è bisogno di un fronte compatto, larghissimo e soprattutto cosciente. Ieri all’incontro di Spinoso, la “fase due” del progetto dei sindaci “ribelli” si è manifestata quasi al completo. 

Non è la battaglia di una valle, di un gruppo di paesi, è una battaglia lucana, che guarda a tutti quei Comuni che nel corso degli anni hanno chiesto un’equa distribuzione del petrolio. Dopo le dichiarazioni del presidente di Nomisma Energia, di togliere «le royalties agli enti locali che le interpretano come compensazioni per un danno che in realtà non esiste»  e sul «raddoppio del’’estrazione», sale la preoccupazione tra i sindaci dell’Alta e Medio Agri e si fa fronte comune anche con il materano. 

Infatti «l’unione fa la forza» è stata in qualche modo la parola chiave  circolata nei diversi interventi susseguiti nell’incontro, convocato d’urgenza dai sindaci Vincenzo Vertunni, Mario Di Sanzo, Michele Grieco, Cesare Marte, Pasquale De Luise e Ugo Salera, rispettivamente amministratori di Grumento Nova, Montemurro, Sarconi, Spinoso, Paterno e Tramutola. Questa volta però a dare man forte alla riunione erano presenti nella sala conferenze della chiesa madre del centro spinosese, altri amministratori del Medio Agri, del Melandro e del Materano.E questa presenza non è solamente “di facciata”. 

L’obiettivo finale dei sindaci è quello di creare un fronte unico che unisca le valli Camastra, Basento e Agri, aggiungendo anche Tito. A settembre saranno molti di più i sindaci “ribelli”. 

Primi cittadini che cercheranno di smentire le voci politiche che vedono l’ennesima protesta come un timido tentativo di rimettere nei ranghi una politica regionale un po’ addormentata. 

Nel programma non c’è soltanto «petrolio» e «distribuzione delle royalties». C’è da guardare anche «Al sistema di assunzioni interessati dalle attività estrattive e questione ambientale». per fare questo c’è bisogno di «trovare un percorso comune con  tutti». 

Ad aprire il dibattito – confronto e a  dare un quadro generale della situazione è stato il sindaco di Spinoso, De Luise che fra un intervento e l’altro ha puntualizzato la preoccupazione e la rabbia verso una condizione che da anni imperversa nel territorio della Val d’Agri e «stanchi di  affidare le loro istanze a delegati che in questi anni hanno dimostrato  poco interesse o, nella migliore delle ipotesi, scarsa incisività nel rappresentare, prima di qualsiasi altra cosa, le esigenze  collettive e prioritarie della popolazione valligiana». 

Principio fondamentale per il sindaco di San Chirico Raparo, Claudio Borneo che le «royalties debbono rimanere alla Regione Basilicata, è fondamentale» e bisogna – dice -  «fare un fronte compatto per tornare a fare forme di protesta unitaria». ma per fare questo bisogna avere le idee chiare. La prima operazione da attuare per Borneo «è fare unione non solo sugli interessi della Val d’Agri»; seconda azione ipotizzata, «un ricorso al Tar contro la Regione Basilicata per l’utilizzo delle royalties, destinate alla Val d’Agri – in riferimento alla legge 40 per compensazione ambientale -  per tutto tranne per le finalità stabilita nella normativa. La Regione  - solleva Borneo - deve fare dei tagli, non deve pensare che con le royalties risolva tutto. Anche perché sono oltre tre anni che i sindaci del Programma Operativo non usufruiscono della ripartizione delle risorse proveniente dall’attività estrattiva». Sulla stessa lunghezza d’onda il Sindaco di Paterno, Grieco che ha ripreso la legge 40, indicandone la  necessità di «una pianificazione dell’utilizzo delle royalties». 

Punto di partenza e motivo di unione. «Bisogna mettere in piedi una piattaforma di rivendicazione – ha evidenziato - che guardi sia alla questione ambientale che a quella occupazionale. Ma abbiamo bisogno anche di una politica che sia capace di dare risposte su questo». Ambiente, salute e lavoro ma anche un capovolgimento  della questione  del «decentramento e dello snellimento burocratico». «Per chiedere un parere alla Regione  - ha aggiunto Grieco - devo fare la via crucis. Molte funzione devo essere decentrate ai comuni. Bisogna capovolgere questa situazione».Per il primo cittadino di Sarconi, Cesare Marte la richiesta è «che ci sia un ritorno concreto alle popolazioni. Bisogna cambiare – ha spiegato -  tendenza. Oggi non è la prima riunione ma l’ultima di tante altre. All’inizio il tema del petrolio era tabù ora tutti ne parlano volentieri. Il problema lo dobbiamo centrare non solo nell’erogazione delle royalties, ma nella questione ambientale e della salute». 

La conclusione «ci dobbiamo sacrificare però da questo sacrificio qualcosa ritorni perché le scelte fatte fino ad oggi non ci hanno soddisfatto». Riprende la faccenda dell’utilizzo e dello spreco delle royalties il sindaco di Pisticci,  Di Trani, facendo riferimento al comune di Viggiano e al concerto dei Pooh nonostante la smentita del manager sui 200mila euro. «Tanta gente – solleva -  non riesce a sbarcare il lunario, la contraddizione deve essere superata». 

«Estraggono il petrolio, ci prendono la ricchezza – ha commentato -  e le infrastrutture non vengono realizzate. Sinnica, ospedali – soppressione di pronto soccorso – e tanto altro.  Questo è il modo di fare della politica e delle clientele a discapito della gente». «Siamo disposti ad accettare l’aumento estrattivo? E’ stato l’interrogativo posto dal primo cittadino di Sant’Arcangelo, Esposito. «Se dobbiamo fare lotta comune i benefici devono essere regionali. Discutere come soggetto politico territoriale, attenersi a temi ambientali e occupazionali. Dobbiamo stare insieme e dire no alle compagne petrolifere per l’aumento di produzione». 

Un no all’aumento della produzione anche da parte del Sindaco del centro grumentino, Vertunni che ha sottolineato come «l’argomento petrolio si estende a macchio d’olio. Ed è l’elemento denaro che crea discordia. Quello che c’è, è sufficiente. Bisogna – ha chiosato -  prendere una posizione netta e precisa». 

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