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La ripresa? Di nuovo rimandata
Per Bankitalia la Basilicata peggiora quasi in tutto

Basilicata

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POTENZA - Stando a quello che dice la Banca d’Italia la Basilicata è in recessione. Che novità. Ma si dice anche che nei primi mesi del 2014: proprio una novità. Ma il rapporto è matematico: nel primo semestre del 2013 la recessione è andata avanti, l’occupazione è diminuita ancora e prestiti e accesso al credito sono ancora delle chimere.

Esportazioni – Le aziende con più di 20 dipendenti sono quasi tutte in flessione del 14%, dato in miglioramento rispetto al 2012. La spesa per gli investimenti è contenuta. Cala drasticamente la produzione di petrolio (-5,7%) e gas (-4,5%).

 Nonostante tutto si vende più petrolio alla Turchia, con annesso aumento delle esportazioni fuori dall’Ue del 55,2%. In Europa andiamo male, esportiamo il 17,7% in meno nell’Unione e il 19,3% in meno nell’Eurozona, soprattutto in Germania. Gli altri punti strategici non vanno tutti male. L’automotive cala del 18,7%, mentre va bene il settore del monile (+9,2%), il farmaceutico (+48,2%) e i prodotti agricoli che registrano un vero e proprio boom con il +57,8%.

Costruzioni e immobiliare – Il valore degli appalti pubblicati è dimezzato rispetto ai primi sette mesi del 2012. Il mercato residenziale è in crisi, il numero delle vendite si è ridotto del 14,4% e le quotazioni sono diminuite del 4,2% nominali e del 5,6% al netto delal variazione dei prezzi al consumo.

Lavoro e turismo  – A grande sorpresa aumenta del 7,5% il turismo internazionale. A giocare un ruolo strategico resta Matera. Tuttavia la lunghezza dei soggiorni è diminuita. Il mercato del lavoro è invece quello messo peggio. L’imput di lavoro si è ridotto del 2,1% e del 2,2% in termini di occupati che intanto, sono diminuiti del 7%. Gli addetti calano drasticamente nelle costruzioni (-23,8%) e aumentano del 2,1% nei servizi commerciali. Calano gli occupati nella fascia d’età tra i 15 e i 34 anni del 9,3%. La selva dei contratti invece premia definitivamente il precariato. Diminuiscono del 5,8% i lavoratori dipendenti, soprattutto a contratto determinato (-9,8%). Crescono invece i contratti part time del 7% e i lavoratori indipendenti (+7,7%). Il tasso di occupazione complessivo, quindi, si è ridotto al 45,8% rispetto al 46,4 dei primi sette mesi del 2012.

 Questo significa che si sta peggiorando dal punto di vista dell’occupazione, con pochissimi spiragli. Altro aspetto è la sfiducia: sono diminuite le persone in cerca di lavoro. Una riduzione del 6,2%.

Le banche – Aspetto durissimo questo. I prestiti bancari sono indeboliti, e i finanziamenti sono diminuiti del 1,2% la contrazione è in tutti i settori, più intensa per le famiglie (-3%). Credito alle imprese invece sotto del 0,6%.

 Tutto questo mentre i tassi di interesse sui prestiti sono aumentati del 7,28%. Ma nonostante tutto la raccolta (ovvero i nuovi depositi bancari) sono anche in aumento. Si tratta di una variazione in positivo del 3,9% con un orientamento maggiore verso i depositi seguiti dai depositi a risparmio.

v.panettieri@luedi.it

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