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La Basilicata nel G8 della Sanità
Così la Conferenza delle Regioni ha scelto

Basilicata

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5 minuti 13 secondi

 

di MARIATERESA LABANCA
VOLENDO tracciare un parallelo, potremmo quasi definirlo come un G8 della Sanità. A cui, questa volta - come mai era accaduto prima - prenderà parte anche la Basilicata. Insieme a Veneto, Umbria, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Sicilia, Campania siederà al tavolo delle regioni che lavoreranno insieme al ministro Lorenzin per la definizione del nuovo Patto per la salute. A livello nazionale corrisponde a una sorta di piano sanitario regionale. Il documento finanziario e programmatico  che dà indicazioni su spesa,  qualità dei servizi, prestazioni e unitarietà del sistema. Ma anche quello in cui si stabiliscono regole e parametri. Per capirci, è nel Patto per la salute che vengono stabiliti i tetti di indebitamento, oltre i quali scatta il commissariamento. Ed ecco perché essere rappresentati al tavolo congiunto ministero-regioni è un importante traguardo, soprattutto per una regione con questi numeri.
Rappresentante “pro tempore” della Basilicata, è stato nominato l’attuale assessore alla Sanità, Attilio Martorano. Fino a nomina della nuova Giunta. 
Ed è proprio l’assessore uscente a spiegare la portata della notizia e anche l’iter che ha portato la regione a sedere al tavolo romano. 
E’ la conferenza delle regioni a individuare chi ne farà parte. «E per la Basilicata, realtà dai piccoli numeri - spiega Martorano - la partita non è stata facile». La commissioni Salute della Conferenza presieduta da Vasco Errani ha utilizzato della territorialità: quindi garantire l’adeguata rappresentanza  di tutte le aree del Paese. Fatto salve regioni come Lombardia e Emilia che rientrano quasi di diritto nelle otto indicate, la Basilicata ha giocato la sua partita facendo valere alcune valutazioni politiche: è una piccola regione del Mezzogiorno, che, però, a differenza del resto del Sud ha una sanità non commissariata. «E che soprattutto - spiega Martorano - ha i conti in ordine, sta facendo un importante percorso di crescita, ha raggiunto buoni livelli essenziali di assistenza». Fino alla fine se l’è dovuta vedere con la Puglia, altra regione del Sud, ma  molto meno in salute e che grosso modo può essere assimilata alla Campania già presente al tavolo. Tanto che alla fine è stata messa da parte, per fare largo alla Basilicata che siederà al tavolo anche grazie ai buoni risultati conseguiti negli ultimi anni. In questo lavoro congiunto con il Ministero, potrà portare le proprie istanze specifiche. Per una volta, insomma, potranno essere rappresentate all’interno dell’organismo nazionale le peculiarità di un territorio spesso penalizzato proprio sulla base dei suoi tratti specifici, come, a esempio, numero di abitanti e distruzione della popolazione. «Si tratta di una possibilità molto importante per questa regione», commenta Martorano, che si appresta a lasciare il palazzo di viale Verrastro. A continuare il lavoro romano ci sarà il suo successore. Ma per l’ex di Confindustria si tratta comunque di un altro buon risultato incassato  a fine mandato.

Volendo  tracciare un parallelo, potremmo quasi definirlo come un G8 della Sanità. A cui, questa volta - come mai era accaduto prima - prenderà parte anche la Basilicata. Insieme a Veneto, Umbria, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Sicilia, Campania siederà al tavolo delle regioni che lavoreranno insieme al ministro Lorenzin per la definizione del nuovo Patto per la salute.

 

 A livello nazionale corrisponde a una sorta di piano sanitario regionale. Il documento finanziario e programmatico  che dà indicazioni su spesa,  qualità dei servizi, prestazioni e unitarietà del sistema. 

Ma anche quello in cui si stabiliscono regole e parametri. Per capirci, è nel Patto per la salute che vengono stabiliti i tetti di indebitamento, oltre i quali scatta il commissariamento. 

Ed ecco perché essere rappresentati al tavolo congiunto ministero-regioni è un importante traguardo, soprattutto per una regione con questi numeri.Rappresentante “pro tempore” della Basilicata, è stato nominato l’attuale assessore alla Sanità, Attilio Martorano. Fino a nomina della nuova Giunta. Ed è proprio l’assessore uscente a spiegare la portata della notizia e anche l’iter che ha portato la regione a sedere al tavolo romano. 

E’ la conferenza delle regioni a individuare chi ne farà parte. «E per la Basilicata, realtà dai piccoli numeri - spiega Martorano - la partita non è stata facile». 

La commissioni Salute della Conferenza presieduta da Vasco Errani ha utilizzato della territorialità: quindi garantire l’adeguata rappresentanza  di tutte le aree del Paese. Fatto salve regioni come Lombardia e Emilia che rientrano quasi di diritto nelle otto indicate, la Basilicata ha giocato la sua partita facendo valere alcune valutazioni politiche: è una piccola regione del Mezzogiorno, che, però, a differenza del resto del Sud ha una sanità non commissariata. «E che soprattutto - spiega Martorano - ha i conti in ordine, sta facendo un importante percorso di crescita, ha raggiunto buoni livelli essenziali di assistenza». 

Fino alla fine se l’è dovuta vedere con la Puglia, altra regione del Sud, ma  molto meno in salute e che grosso modo può essere assimilata alla Campania già presente al tavolo. Tanto che alla fine è stata messa da parte, per fare largo alla Basilicata che siederà al tavolo anche grazie ai buoni risultati conseguiti negli ultimi anni. In questo lavoro congiunto con il Ministero, potrà portare le proprie istanze specifiche. 

Per una volta, insomma, potranno essere rappresentate all’interno dell’organismo nazionale le peculiarità di un territorio spesso penalizzato proprio sulla base dei suoi tratti specifici, come, a esempio, numero di abitanti e distruzione della popolazione. 

«Si tratta di una possibilità molto importante per questa regione», commenta Martorano, che si appresta a lasciare il palazzo di viale Verrastro. A continuare il lavoro romano ci sarà il suo successore. 

Ma per l’ex di Confindustria si tratta comunque di un altro buon risultato incassato  a fine mandato.

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