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Bonus carburanti, "no all'esproprio"
De Filippo e Pittella sulla manovra

Basilicata

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2 DIC - “Il Governo Letta e il Parlamento non possono assolutamente avallare la norma varata dal Senato il 26 novembre scorso e contenuta nel maxiemendamento alla legge di Stabilità, che prevede un prelievo forzoso di dieci milioni all’ anno, per sette anni, dal fondo destinato al bonus carburanti per i lucani, allo scopo di finanziare i programmi di metanizzazione nelle regioni del Sud, i cui costi dovrebbero invece far capo ad altre poste del bilancio statale”. Lo ha detto, in una dichiarazione, il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), che ha definito la norma un ''vero e proprio 'espropriò, del tutto inopportuno e ingiustificato, ai danni dei lucani, maturato peraltro in un contesto politico-istituzionale che ha totalmente emarginato le legittime espressioni democratiche della Regione Basilicata”.
Pittella ha detto che quanto avvenuto “impone un intervento immediato in sede di discussione alla Camera della legge di Stabilità, sia attraverso l’abolizione del comma 202, lettera a, contenuto nel maxi emendamento votato in seduta notturna da Palazzo Madama, sia con l’approvazione dell’emendamento all’articolo 45 della legge 99/2009 da noi suggerito, che attribuisce ai territori interessati la gestione autonoma delle royalties che confluiscono nel fondo unico nazionale per la riduzione del costo dei carburanti nelle regioni interessate da estrazioni petrolifere”.
Nel dirsi “certo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i parlamenti lucani, sia di maggioranza che di opposizione”, condivideranno tale posizione, Pittella ha detto di “non poter sicuramente avallare, nè tollerare, colpi di mano che penalizzano quelle Regioni, come la Basilicata, che di certo non hanno mai lesinato generosità e solidarietà ad altre aree del Paese”. (ANSA).

POTENZA - Immediata. Forte. Polemica e decisa la reazione all’allarme lanciato dal deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico secondo cui il governo nazionale starebbe “scippando” 70 milioni di euro del fondo del Bomus idrocarburi.

La politica lucana in pratica è insorta contro la decisione del governo. A dire no sono stati in tanti nella giornata di ieri. Le parole più risolute e pronte sono state quelle del neo eletto presidente della Regione, Marcello Pittella e del suo predecessore Vito De Filippo.

Parole di “rimprovero” contro l’idea di sottrarre i 70 milioni di euro anche da parte del deputato del Pd, Vincenzo Folino e dal segretario della Cgil di Basilicata, Alessandro Genovesi.

Ha aperto il “fuoco il neo governatore lucano Pittella: «Il governo Letta e il parlamento non possono assolutamente avallare la norma varata dal Senato il 26 novembre scorso e contenuta nel maxi emendamento alla legge di Stabilità, che prevede un prelievo forzoso di 10 milioni all’anno, per sette anni, dal fondo destinato al bonus carburanti per i lucani, allo scopo di finanziare i programmi di metanizzazione nelle regioni del Sud , i cui costi dovrebbero invece far capo ad altre poste del bilancio statale». Marcello Pittella quindi parlando di un «esproprio inopportuno» chiede alla Camera dei deputati di abolire il “comma 202, lettera a” approvato dal Senato  e l’approvazione invece della legge «che attribuisce ai territori interessati la gestione autonoma delle royalties che confluiscono nel fondo unico nazionale per la riduzione del costo dei carburanti nelle regioni interessate da estrazioni petrolifere». Pittella quindi chiedendo ai parlamentari lucani un proprio intervento chiarisce: «Per quanto mi riguarda, anche alla luce del mandato ricevuto dagli elettori, non potrò sicuramente avallare, né tollerare, colpi di mano che penalizzano quelle Regioni, come la nostra, che di certo non hanno mai lesinato generosità e solidarietà ad altre aree del Paese».

Sulla stessa linea le parole di Vito De Filippo che ha rivolto un appello «ai parlamentari lucani affinché si mobilitino» contro il dispotivo approvato a Palazzo Madama che se approvato anche alla Camera dei deputati si tradurrebbe in quei 70 milioni di euro sottratti alla Basilicata nei prossimi 7 anni. De Filippo quindi svela anche il retroscena: i 70 milioni sarebbero destinati alla metanizzazione del Cilento. Il presidente della Regione uscente ha quindi aggiunto: «E’ necessario che la Basilicata e il neoeletto presidente Marcello Pittella che si appresta ad insediarsi nella pienezza delle sue funzioni non siano lasciati soli nella difesa degli interessi del territorio». De Filippo quindi ricordando di non aver mai visto di buon occhio il “bonus carburanti” e precisando di non essere contrario per principio alla solidarierà con gli altri territori precisa: «La Basilicata di quei fondi ha bisogno, ad iniziare dalla necessità, pure indicata dal neopresidente Pittella, di avere risorse per ristorare i danni della scorsa alluvione e contrastare il dissesto idrogeologico».

Parole di fuoco anche da parte dell’ex presidente del consiglio regionale. Una lobby malandrina la chiama Folino. «Non è una questione di solidarietà o meno verso altre regioni, è invece la legittima rivendicazione di un atto di reponsabilità da parte del governo che sa bene quel fondo da quali risorse è composto. Non è un caso che per il 2001 e il 2012 ancora quelle risorse non siano state utilizzate. E' una storia nata male, le risorse sono destinate anche ad altre regioni, e capisco che al Senato possa esserci stato qualcuno che ha trovato il fondo dove attingere. Ma in questa misura non è un contributo di solidarietà, è una rapina. Di sicuro posso dire che alla Camera questa norma dovrà essere cancellata. Succede il finimondo. E' uno scippo intollerabile, ne abbiamo discusso stamattina con gli altri parlamentari lucani incontrando il comitato Terre joniche. Il punto è che serve urgentemente una interlocuzione del governo regionale con quello nazionale. E' in discussione tutta la linea unitaria di impiego e razionalizzazione delle risorse che provengono dai canali petroliferi, royalty, articolo 16, articolo 45. In attesa di questo la lobby che ha cercato di depredare il contributo che la Basilicata dà allo Stato in termini energetici, il governo deve sapere che alla Camera c'è un muro».

Si unisce al coro di proteste e di “denuncia” anche il sindacalista Genovesi: «L'emendamento che scippa altre risorse al fondo nazionale, oggi destinato alla carta carburante per i lucani, è una vergogna, anche perché da circa un mese, in sede di governo nazionale, come parti sociali, siamo impegnati in un difficile confronto non solo per modificare il decreto attuativo dell'articolo 16 ma anche per una modifica radicale della norma stessa che regola il 3 per cento delle royalties».

 

Genovesi quindi conclude: «Occorre mettere presto rimedio, come richiesto anche dallo stesso presidente De Filippo e dal prossimo presidente Pittella. Come Cgil solleciteremo, in queste ore, certi di poter contare anche su tutte le altre forze sociali che hanno sottoscritto il documento vertenza petrolio, la riconvocazione immediata del tavolo nazionale presso il Ministero, perché tutti si assumano le proprie responsabilità, di fronte ai cittadini, lavoratori e disoccupati lucani».

s.santoro@luedi.it

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