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Soldi lucani
dirottati per l'Expo di Milano

Basilicata

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POTENZA - Cosa accade quando la Basilicata non spende le risorse a disposizione? Un ennesimo scippo. Stavolta si tratta di quasi 69 milioni di euro destinati a finanziare lo schema idrico Basento/Bradano e l’attrezzamento del settore G “Marascione di Genzano di Lucania. Tutte cifre assegnate e deliberate dal Cipe nel 2006 e nel 2010. E a dare l’allarme è ancora una volta Cosimo Latronico, che già era intervenuto sulla questione legata al fondo carburanti, che il governo voleva utilizzare per finanziare la metanizzazione del Cilento.

Ma stavolta la Basilicata ha le sue colper, perché di questo schema idrico se ne parla da troppi anni. Tant’è che oggi una norma inserita nel decreto legge “destinazione Italia”, revoca tutto e destina i fondi ai lavori per l’Expo 2015 di Milano. La norma (contenuta nell’articolo 13 del documento) revoca i finanziamenti e trasla i fondi sulla costruzione delle opere cantierabili dell’Expo, compresso l’accesso ai terminal di Malpensa e il completamento della linea metropolitana M4 di Milano. Latronico parla di «affronto» ma chiarisce anche che la lentezza burocratica della Basilicata ha fatto anche il suo dovere. Nonostante tutto resta l’impressione di una regione «usata - dice Latronico - dal governo Letta come un bancomat per le altre regioni».

E anche stavolta il governatore Pittella ha preso posizione schierandosi a fianco il parlamentare di Forza Italia. E Pittella spiega anche come questo stesso finanziamento revocato sia  stato concesso sotto forma di contributo pluriennale a fronte di un mutuo già contratto dalla Regione, per realizzare opere pari a 85,7 milioni di euro. Il nuovo governatore lucano ha agito di polso, chiamando in causa il commissario del consorzio di Bonifica e i parlamentari lucani. A questi ultimi dovrà arrivare la documentazione necessaria a frenare lo scippo. Pittella specifica come i lavori di assegnazione nnon sono poi così indietro, ci sarebbero già 18 domande di partecipazione da parte delle aziende tutte con fidejussioni già presentate. C’è quindi un «interesse legittimo - scrive Pittella - alla conclusione dei lavori». E proprio poco tempo fa il consorzio di Bonifica ha fatto aprtire l’iter per la nomina della commissione aggiudicatrice. Per questo «sarebbe assurdo, ora - insiste Pittella - buttare tutto alle ortiche. La Basilicata non se lo può consentire. Occorre scongiurare assolutamente il rischio di definanziamento dell’intervento. Per quanto mi riguarda – ha concluso il governatore - vigilerò perché i tempi di aggiudicazione dei lavori e della successiva realizzazione delle opere dello schema idrico Basento-Bradano procedano con la celerità necessaria». E poi c’è la zona G di Genzano di Lucania. 

Secondo il sindaco Rocco Cancellara «questa revoca del finanziamento comporterà ulteriori problemi per la comunità. Il cantiere della zona G poteva essere una una boccata di ossigeno in questi periodi di totale assenza di lavoro. per questo chiedo ai parlamentari lucani un impegno serio per salvare questo cantiere, unica speranza di ripresa per Genzano». E a questa richiesta si aggiunge quella dell’assessore comunale Alessadro Filippetti: «Non vorremmo che il blitz del Governo Letta, sia stato possibile per l’allentamento dell’attenzione da parte della nuova Giunta Regionale e che possa essere un primo segnale, fortemente preoccupante, di una scelta di assessori che conoscono troppo poco le problematiche della Basilicata». Filippetti ricorda il pressing svolto dall’amministrazione comunale di Genzano e dalle altre dell’Alto Bradano in sinergia con la precedente Giunta regionale a “disincagliare” il finanziamento. A chiudere il cerchio è il Psi di Genzano, a sua volta schierato contro lo “scippo”.

v.panettieri@luedi.it

 

 

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