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Reggio, minacce al coordinatore dei commissari
«Sullo sfondo c'è la vicenda della Multiservizi»

Calabria

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REGGIO CALABRIA-  Il tiro a Reggio Calabria si sta alzando di livello e sta diventando elevatissimo. A ricevere una lettera contenente gravissime minacce di morte alla famiglia, ed in particolar modo ai figli, stavolta è stato il Prefetto Gaetano Chiusolo. 
Uno dei massimi rappresentanti dello Stato italiano in riva allo Stretto, il coordinatore della terna commissariale mandata dal Ministero dell’Interno a ristabilire la legalità nel comune sciolto per ‘ndrangheta, ha infatti trovato sulla propria scrivania di Palazzo San Giorgio, una lettera dal contenuto gravemente intimidatorio “che minaccia la mia famiglia ed in praticolare i miei figli”.  “Una lettera - ha detto il Prefetto turbato ma fermo sui suoi passi -  che ho già consegnato al Questore ed alla Procura della Repubblica”.  La missiva contenente “minacce che non voglio ripetere e che sono lasciate al vaglio degli inquirenti, fa riferimento a vicende relative alla Multiservizi ed all’ambiente che vi rotea intorno”. La Multiservizi  era la società mista che si occupava di servizi di manutenzione sciolta dal Comune di Reggio Calabria perchè la Prefettura non ne ha rilasciato il certificato antimafia, dopo che operazioni ed inchieste giudiziarie ne hanno certificato la presenza invasiva al proprio interno della cosca Tegano di Archi. Multiservizi è stata il vulnus vero dello scioglimento del comune. Proprio ieri a Palazzo San Giorgio si stava svolgendo l’ennesimo incontro dedicato a pianificare  la veicolazione dentro due società in house della totalità dei dipendenti. Le minacce a Chiusolo accrescono le tensioni e restituiscono un quadro a tinte fosche dell’atmosfera che si respira in città, dopo la lettera di minacce al Governatore Scopelliti e l’attentato dinamitardo all’auto dell’ ex assessore comunale Agliano. Ieri dentro il palazzo comunale, contestualmente, sono arrivate finalmente le attese motivazioni (condensate in 90 pagine ed un 11 punti specifici di reclamo) della bocciatura della Corte dei conti regionale al piano di rientro del comune. 

REGGIO CALABRIA-  Il tiro a Reggio Calabria si sta alzando di livello e sta diventando elevatissimo. A ricevere una lettera contenente gravissime minacce di morte alla famiglia, ed in particolar modo ai figli, stavolta è stato il Prefetto Gaetano Chiusolo. Uno dei massimi rappresentanti dello Stato italiano in riva allo Stretto, il coordinatore della terna commissariale mandata dal Ministero dell’Interno a ristabilire la legalità nel comune sciolto per ‘ndrangheta, ha infatti trovato sulla propria scrivania di Palazzo San Giorgio, una lettera dal contenuto gravemente intimidatorio “che minaccia la mia famiglia ed in praticolare i miei figli”.  

“Una lettera - ha detto il Prefetto turbato ma fermo sui suoi passi -  che ho già consegnato al Questore ed alla Procura della Repubblica”.  La missiva contenente “minacce che non voglio ripetere e che sono lasciate al vaglio degli inquirenti, fa riferimento a vicende relative alla Multiservizi ed all’ambiente che vi rotea intorno”. La Multiservizi  era la società mista che si occupava di servizi di manutenzione sciolta dal Comune di Reggio Calabria perchè la Prefettura non ne ha rilasciato il certificato antimafia, dopo che operazioni ed inchieste giudiziarie ne hanno certificato la presenza invasiva al proprio interno della cosca Tegano di Archi. 

Multiservizi è stata il vulnus vero dello scioglimento del comune. Proprio ieri a Palazzo San Giorgio si stava svolgendo l’ennesimo incontro dedicato a pianificare  la veicolazione dentro due società in house della totalità dei dipendenti. Le minacce a Chiusolo accrescono le tensioni e restituiscono un quadro a tinte fosche dell’atmosfera che si respira in città, dopo la lettera di minacce al Governatore Scopelliti (LEGGI) e l’attentato dinamitardo all’auto dell’ ex assessore comunale Agliano. Ieri dentro il palazzo comunale, contestualmente, sono arrivate finalmente le attese motivazioni (condensate in 90 pagine ed un 11 punti specifici di reclamo) della bocciatura della Corte dei conti regionale al piano di rientro del comune. 

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