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A Reggio il Nuovo Centrodestra scende in piazza
«Basta sciacalli». Ma arrivano fischi e urla

Calabria

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REGGIO CALABRIA - "Ora basta la citta deve ripartire". A ripartire però a Piazza Italia, proprio sotto le finestre del Comune commissariato per ndrangheta, sono poco piu' di 1.500 persone. Eppure sul palco c'e' il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, senatori e consiglieri regionali.
Parla il sindaco sciolto perche' contiguo ed attualmente, incandidabile, l'assessore regionale Demetrio Arena e dice: «Adesso basta a sciacalli e ad avvelenatori di pozzi, non siamo disposti a vedere massacrata la nostra Reggio». Quando parla Arena partono i fischi: «Siamo noi l'unica classe dirigente di Reggio: diciamo basta a chi fa apologia del dissesto noi ci mettiamo la faccia, noi siamo per Reggio». Dall'altro lato di Piazza Italia, sede della Provincia, partono i fischi e le urla "vergogna" da parte di rappresentanti del Movimento 5 stelle, mentre da sotto il palco si prova a compensare con gli applausi.
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Subito dopo tocca al senatore Nico D'Ascola, papabile candidato a sindaco. Ed anche qui non mancano le polemiche, dal momento che il parlamentare si lascia scappare un "cretini" rivolto ai contestatori.
Parla Scopelliti ed in piazza si spengono le contestazioni. Il governatore spiega i motivi della manifestazione: «Noi siamo qui per ripartire. Attenzione, a noi conviene votare ad ottobre perché ogni giorno che passa la gente si rende conto dell'errore che subisce la contestazione del "Modello Reggio", si rende conto che contro di noi c'è accanimento, ma chiediamo di votare adesso, in primavera, per l'amore che proviamo per la città, non possiamo vederla ridotta in questo stato nella palude dell'immobilismo».
«Questo diremo domani al Ministro dell'interno Alfano - ha aggiunto - che il 19 febbraio dovrà decidere se accordare una proroga di sei mesi al commissariamento o tornare alle urne". Il Governatore ha poi lanciato la sfida: «Dica il Pd ciò che vuole: la proroga o le elezioni. Faccia come noi: ci metta la faccia, scenda in piazza e dica cosa vuole chiaramente alla gente. A meno che il Pd non abbia la sola idea della Bindi e della Bruno Bossio".
Scopelliti "ingolosisce" poi la folla parlando di maxi finanziamenti che la Regione ha dato al Comune di Reggio che non è stato in grado di spendere queste risorse. «La colpa - ha detto- è dei dirigenti messi qui da altri». Poi l'ultimatum: «Se entrò sessanta giorni non provvederanno a spendere questo fiume di denaro, sarà la Regione a gestirle per il Comune».
SCOPELLITI RENDE NOTO MINACCE
Quindi, la sottile chiamata in causa di Raffa, l'attuale presidente della Provincia, già sindaco facenti funzioni, e predecessore di Demetrio Arena a palazzo San Giorgio: «Come e' che eravamo tre e ci siamo ritrovati sempre in due a subire il peso delle responsabilità politiche ed amministrative». Poi l'annuncio dell'immediata partenza di una campagna pubblicitaria che durerà due mesi e dedicata ai Bronzi e cinque milioni e mezzo di euro per le compagnie che vorranno investire sull'aeroporto di Reggio. «Ricordate - ha concluso - che una volta da Reggio chiamavano la Regione, la "regione straniera"».

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