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E' scontro sull'assegno di Fiore
"Ho restituito i soldi". Troppo tardi per il pm

Basilicata

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Si è svolta oggi, nel Palazzo di Giustizia del capoluogo lucano, l’udienza del Tribunale del Riesame per le persone indagate nell’inchiesta “Vento del Sud’', condotta dalla Procura della Repubblica di Potenza su un presunto “cartello” per truccare e gestire gli appalti pubblici.
Le sette misure cautelari - tre arresti domiciliari, tre divieti di dimora e un obbligo di presentazione - sono state emesse dal gup Rosa Larocca, ed eseguite dalla Polizia lo scorso 21 febbraio. Gli indagati sono una ventina in totale. Secondo gli investigatori, a Potenza e in alcuni comuni del circondario era stata creata una “rete” che permetteva accordi per acquisire favori e appalti al prezzo più basso possibile, evitando quindi forme di concorrenza. (ANSA).

POTENZA - Ha portato a sua difesa l’assegno con cui ha restituito all’imprenditore Bartolo Santoro i soldi delle gomme nuove per l’auto della moglie. Ma per l’accusa era già troppo tardi, specie perché quando è stato incassato Rocco Fiore aveva già ricevuto il primo avviso di proroga delle indagini nei suoi confronti.

Non sono mancati momenti di tensione ieri mattina al Riesame durante la discussione delle difese dei 7 destinatari dell’ordinanza spiccata dal gip Rosa Larocca lo scorso 21 febbraio nell’ambito dell’ultima inchiesta su mazzette e appalti dell’antimafia lucana.

I primi a prendere la parola sono stati i legali che assistono il dirigente dell’area verde del Comune di Potenza Pino Brindisi, l’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Avigliano Rocco Fiore e l’imprenditore di Pietragalla Bartolo Santoro, che si trovano tuttora agli arresti domiciliari.

La decisione sulle loro istanze di liberazione è attesa al massimo entro giovedì, come pure per Donato Colangelo, un altro imprenditore sottoposto all’obbligo di firma, più altri 3 che hanno il divieto di dimora nei rispettivi paesi di residenza: l’ex assessore del Comune di Avigliano Emilio Colangelo, l’assessore del Comune di Pietragalla Canio Romaniello e il capo dell’ufficio tecnico del comune di Brienza Giuseppe Michele Palladino.

La difesa di Santoro, in particolare, ha depositato in udienza due distinte perizie sui lavori effettuati nello studio di Romaniello e sull’abitazione di Fiore dove secondo la prospettazione dell’accusa l’imprenditore si sarebbe impegnato a realizzare un impianto fotovoltaico.

Una promessa mai realizzata in concreto, perché sarebbe stato impossibile -secondo le difese- dato che l’abitazione di Fiore era predisposta per un altro tipo di impianti. Perché «gli indagati hanno modificato i loro comportamenti dopo aver ricevuto gli avvisi di proroga delle indagini», stando invece all’accusa.

Oltre ai 7 destinatari della misura cautelare, risultano indagate altre 13 persone per cui nei prossimi giorni il pm Francesco Basentini potrebbe chiedere il rinvio a giudizio.

Non sono da escludere nemmeno ulteriori sviluppi dato che l’inchiesta condotta dagli agenti della Squadra mobile del capoluogo si sarebbe sviluppata anche in altre direzioni.

Tra i filoni di particolare interesse investigativo c’è quello sull’appalto per la manutenzione degli impianti termici della Regione. Ma un altro riguarderebbe anche un presunto giro di escort utilizzate per compiacere l’amministratore di turno e punterebbe dritto verso il Comune di Potenza.

l.amato@luedi.it

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