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Settantamila abitanti e alloggi per 110 mila
La peggiore periferia

Basilicata

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Il vuoto culturale e la grigia mediocrità politica, che hanno caratterizzato la storia del governo e dello sviluppo urbano della città di Potenza, possono rappresentarsi efficacemente in un solo evento: il conio del Piano Urbanistico (denominato Regolamento) approvato nel 2009 dall’Amministrazione Comunale, sul quale, come coordinamento delle associazioni ci siamo già espressi in ripetute occasioni, anche con analisi approfondite e osservazioni argomentate, nella vana speranza di riuscire a fermare, o quantomeno a limitare l’ulteriore scempio che si sta realizzando in una città già massacrata da decenni di malgoverno e di cementificazioni speculazioni e malaffare: tutto a vantaggio di una elite ristretta e a danno dei potentini; come è visibilmente sotto gli occhi di tutti.

A fronte di promesse di cospicue percentuali di verde, percorsi pedonali (greenway), servizi per la città, spazi di socializzazione, parchi e altre menzogne propagandistiche, ciò che si sta attuando, con puntigliosa efficienza, sono solo i milioni di metri  cubi di cemento, scritti nelle carte del Regolamento Urbanistico, e che ora si concretizzano in altri, ennesimi, casermoni anonimi e disumanizzanti.

A fronte di una città in decremento demografico (meno di 70.000 ab.) si stanno realizzando fabbricati e alloggi per una città di 110.000 abitanti, con qualità architettoniche ed edilizie vetuste e scadenti, proprie delle peggiori periferie metropolitane.

Il degrado quotidiano della qualità della vita è percepibile ormai da chiunque abbia la sventura di frequentare e percorrere, anche solo per qualche giorno, questa città sempre più inquietante, come il fumo rosso e nero che la Ferriera addensa in nubi velenose nelle notti potentine.

Tra gli obiettivi più allettanti, rappresentati nella relazione del Piano e nella propaganda elargita dall’attuale amministrazione, c’è quello della “calmierazione dei prezzi” delle case,  della possibilità concessa a tutti di acquistare un appartamento, incentivando la residenzialità dei giovani. La realtà, invece, è ben altra:

- distruzione definitiva degli spazi liberi residui, anche all’interno del centro urbano;

- ulteriore congestionamento del traffico e inquinamento;

- costruzione di milioni di metri cubi di cemento che incrementano le speculazioni di rendite e stanno aprendo un’autostrada (cioè stanno creando le condizioni propizie) al riciclaggio di denaro delle mafie;

- infine, ciò che sta danneggiando e danneggerà gravemente la grande maggioranza dei potentini: incremento del patrimonio edilizio esistente invenduto e forte deprezzamento soprattutto delle piccole proprietà (prime e seconde case).

Questa pesante eredità si abbatterà sull’amministrazione che uscirà vincente dall’imminente competizione elettorale, dove si sta confrontando una folla di candidati e di liste, rispetto alle quali i cittadini di Potenza faranno bene a porsi con molta attenzione, distinguendo chi (e non sono certo pochi) rappresenta la naturale continuità con il passato, con quel sistema tentacolare di potere che ha partorito questa città e che continua a soffocare qualsiasi aspirazione a un cambiamento “culturale”.

*Movimento Potenzattiva

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