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«Quei divani sono del Consiglio»
Parla l'ex presidente del consiglio

Basilicata

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POTENZA - Quei divani acquistati con i soldi per le spese di segreteria e rappresentanza sono stati recapitati nell’ufficio di rappresentanza del Consiglio regionale a Matera e oggi si trovano a Potenza. 

E’ quanto ha replicato l’ex presidente del parlamentino lucano Vincenzo Santochirico al Quotidiano della Basilicata, a proposito dell’avviso di proroga delle indagini recapitato a lui e ad altri 8 tra consiglieri regionali ed ex. Dietro c’è l’ultimo filone dell’inchiesta sui rimborsi che dopo il 2010 e il 2011 ha preso di mira anche il 2009, a partire da alcune anomalie segnalate dalla finanza prima alla procura regionale della Corte di conti e poi anche a quella ordinaria. 

«Da ragazzo - scrive Santochirico in una lettera indirizzata a Lucia Serino - nell’unica occasione in cui mio padre mi portò a teatro (al Della Pergola a Firenze), imparai che gli esami non finiscono mai, assistendo all’omonima commedia del grande Eduardo. Un po’ più avanti negli anni, dopo la notifica di una richiesta di proroga delle indagini della Procura della repubblica potentina, ho la conferma che a non finire mai sono le indagini e le anticipazioni a mezzo stampa. Spesso, peraltro, queste ultime sono reiterate con qualche leggera variazione sì da farle sembrare sempre nuove e aggiuntive». 

Di qui la spinta a chiarire la sua posizione sorreggendosi «alle le virtù cardinali (e forse anche a quelle teologali)». 

«L’addebito che mi verrebbe mosso stando all’articolo (nella richiesta di proroga delle indagini non sono enunciati i fatti), riguarderebbe l’acquisto di divani, rendicontato puntualmente nel 2009 fra le spese per l'esercizio del mandato di consigliere regionale». 

Scrive Santochirico. «Se i fatti sono quelli già contestati dalla Procura della Corte dei Conti l’anno scorso, ribadisco quanto già esposto e documentato nelle deduzioni inviate a quell’ufficio giudiziario, nel dicembre del 2013. Dissi allora che era assolutamente fantasiosa ed estemporanea l’affermazione – riportata anche nell’articolo di Amato - che di quei beni “si sconosce l’effettiva destinazione”. La destinazione, in realtà, era ed è ben nota, chiara ed evidente: l’ufficio di rappresentanza di consigliere regionale a Matera. Per “disconosere” una così plateale verità si deve fingere di ignorare i rendiconti 2009 e 2010, ma anche quelli precedenti e successivi a tale biennio, nonché la stessa fattura di acquisto nella quale é riportato l’indirizzo della destinazione dei divani. Nei rendiconti sono elencate in maniera dettagliata tutte le spese relative all’ufficio di rappresentanza a Matera: canone di locazione, pulizia, energia elettrica, telefono, smaltimento rifiuti, altri beni di arredo… 

Tutte spese che lo stesso Procuratore presso la Corte dei Conti non ha contestato, ad eccezione, appunto, dei divani. Ma, in verità, non le ha contestate neanche la Procura della Repubblica penale per i rendiconti che ha già visionato e per i quali ha già agito». 

«Come se non bastasse - prosegue l’ex presidente del Consiglio - detti beni (i divani) sono stati restituiti, unitamente ad altri, il 26 febbraio 2013 alla Regione, in rigoroso ossequio alle norme regolamentari che da anni disciplinano questa materia, senza che nulla venisse eccepito, anzi con la presa d'atto degli uffici competenti. Da allora essi si trovano negli immobili del Consiglio regionale a Potenza. Ci sono perciò tutte le condizioni perché l’accertamento dei fatti sia tempestivo e risolutivo, senza duplicazioni e sovrapposizioni, anche per evitare ulteriori anomali distorsioni e deviazioni del corso delle cose». 

Oltre a Santochirico l’avviso di proroga delle indagini è stato notificato anche all’attuale capogruppo di Forza Italia in Consiglio Michele Napoli e 7 ex: Giovanni Carelli, Emilia Simonetti, e Rocco Vita, Rosa Mastrosimone, Luigi Scaglione, Antonio Autilio e Gennaro Straziuso.

 

 

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